Bergamo, rapinati in casa da ladri dell’Est: «Temevamo ci uccidessero»

Sequestrati dai ladri che si erano introdotti nella loro casa e minacciati e malmenati per oltre tre ore. È la notte da incubo di un commerciante di 56 anni di Bottanuco, nel Bergamasco, e dalla sua compagna, che per fortuna se la sono cavata con una grande paura, ma senza gravi conseguenze fisiche: solo l’uomo ha subito un ferimento lieve nel corso di una colluttazione. Ingente, invece, il danno economico: i ladri, originari dell’Est Europa, hanno sottratto alla coppia un bottino che supera i 35mila euro.

La dinamica dell’aggressione

Secondo quanto ricostruito dalle stesse vittime e riportato dall’Eco di Bergamo, i malviventi hanno atteso l’uomo al rientro dal lavoro. Dopo la colluttazione, lo hanno legato mani e piedi e poi minacciato puntandogli la pistola in faccia, per farsi dire dove fosse la cassaforte. Anche la donna, rientrata poco dopo, è stata sottoposta a violenze psicologiche perché svelasse il nascondiglio. In casa, però, non c’era alcuna cassaforte.

Il racconto della vittima, un commerciante di Bergamo

«Grazie a Dio siamo ancora qui sani e salvi. Dico la verità: abbiamo avuto paura che alla fine, non avendo trovato la cassaforte, quelli ci avrebbero ucciso», ha raccontato l’uomo, spiegando di essere stato preso a pugni, poi colpito alla testa con il calcio della pistola e infine legato con del filo elettrico. «Poi – ha riferito ancora il commerciante – è entrata la mia compagna. Loro hanno cercato di tranquillizzarla e le hanno consigliato di stare calma e di non muoversi. E con la pistola sempre puntata alla fronte mi gridavano che volevano uccidermi. Volevano sapere dov’era la cassaforte. Hanno fatto su di lei pressione psicologica dicendole che altrimenti – è la fine del drammatico resoconto – avrebbero ammazzato me».