Bangladesh, agguato a un missionario italiano: sull’attacco l’ombra dell’Isis

Agguato vile in Bangladesh contro Piero Parolari, medico e missionario italiano cinquantenne, ferito da alcuni sconosciuti che gli hanno sparato a freddo mentre era in bicicletta. A dare la notizia BdNews24. Il religioso, che opera nella città di Dinajpur, nel nord del Paese, scondo quanto riferito da una fonte dell’ospedale di Dinajpur dove è stato ricoverato, poi riportato dal quotidiano The Daily Star, sarebbe «fuori pericolo».

Spari contro un missionario italiano in Bangladesh

Parolari – medico originario di Lecco, che svolge la sua attività in Bangladesh da oltre 30 anni – è stato colpito da proiettili alla testa sparati da alcuni sconosciuti che lo hanno avvicinato mentre si stava recando in bicicletta al lavoro in un villaggio della sua parrocchia. Tutto si sarebbe cosumato in pochi drammatici minuti del mattino – i media riportano le 8, ora locale – mentre il religioso si trovava di fronte a una stazione del bus nella città di Dinajpur, a oltre 400 km dalla capitale Dacca. Laureato in medicina, il missionario da diversi anni vive e lavora nella parrocchia di Suihari. Secondo la ricostruzione della polizia, Parolari è stato attaccato da tre uomini giunti in motocicletta. E, addirittura, non è ancora chiaro se sia stato colpito da proiettili o sia stato accoltellato: quel che è certo è che il missionario ha riportato ferite alla testa e al collo, e che è stato trasportato nell’ospedale locale.

Agguati contro gli italiani in Bangladesh: i precedenti

Quello al missionario Piero Parolari è il secondo attacco compiuto contro un italiano, e il terzo contro messo a segno a danno di uno straniero negli ultimi due mesi. Prima dell’agguato contro il religioso originaio di Lecco, infatti, il cooperante Cesare Tavella, come noto, era stato ucciso il 28 settembre con tre colpi di pistola alle spalle su un marciapiede di Dacca mentre andava a fare jogging. Alcuni giorni dopo un giapponese era rimasto vittima di un altro agguato realizzato nel distretto settentrionale di Rangpur. Il 5 ottobre, invece, un prete battista bengalese, Luke Sarkar, era riuscito a fuggire dopo essere stato accoltellato da alcuni uomini entrati nella sua chiesa a Pabna con un pretesto. Secondo il centro di monitoraggio americano Site, l’Isis avrebbe rivendicato gli omicidi di Tavella e del giapponese, ma il governo bengalese ha categoricamente smentito la presenza del Califfato islamico sul suo territorio. Finora, per il caso Tavella, la polizia ha arrestato alcuni sicari e il fratello di un politico dell’Opposizione con l’accusa di aver ucciso il cooperante italiano.