Aumentano gli incidenti contromano: record di stranieri ubriachi alla guida

Nei primi nove mesi del 2015 i casi di guida contromano, in tutta Italia, sono stati 263, con incidenti costati 18 morti e 139 feriti. Nel 2013 sono stati conteggiati 309 episodi (con 21 morti e 164 feriti), nel 2014 ce ne sono stati 337 (con 29 morti e 251 feriti). È quanto emerge da un rapporto consegnato al pm di Torino Raffaele Guariniello. Un consulente del magistrato ha esaminato gli esiti dei controlli svolti dalle Asl e, fra l’altro, ha raccolto i dati forniti da associazioni come Centauro e Asaps. In base alla casistica i conducenti imboccano le autostrade contromano per ubriachezza, per sfuggire alle forze dell’ordine, per l’uso di droghe, per disattenzione o per incapacità di orientarsi (in genere si tratta di stranieri). Sono stati segnalati anche casi in cui l’autista aveva tendenze suicide o stava compiendo atti sessuali. Sono stati segnalati anche casi in cui l’autista aveva tendenze suicide o stava compiendo atti sessuali. I dati registrati dall’osservatorio Il Centauro-Asaps (‘Associazione sostenitori amici Polizia stradale), ha diffuso una statistica analoga secondo la quale i casi più frequenti hanno coinvolto automobilisti ubriachi (22,45%), cittadini stranieri (20,5%), anziani (19,8%).

Contromano: i casi recenti di Genova, Napoli e Milano

I casi di cronaca più recenti confermano questa tendenza. Il più delle volte sono incidenti che non finiscono sui giornali, finché non ci scappa il morto.  Il 12 ottobre a Genova, un 33enne ecuadoriano al termine di una festa con connazionali ha provocato un incidente sulla A7. La sua guida contromano è costata la vita a una donna e al ferimento di sette persone, tra cui tre bambini. L’uomo, che aveva assunto alcol e cocaina, è stato arrestato per omicidio e lesioni colpose. Il 23 giugno a fare notizia era stato un rom di 30 anni, che aveva imboccato una pista ciclabile contromano della periferia milanese, provocando la morte di un uomo. Altrettanto eclatante il caso di Aniello Mormile, il rapper 29enne che all’alba del 25 luglio scorso provoco’ la morte di due persone – la fidanzata che gli era a fianco e un uomo alla guida di una Fiat Panda – percorrendo contromano la Tangenziale di Napoli. Una cultura dello sballo che ha provocato effetti devastanti sulla vita di Mormile e di chi gli era accanto.