Al via la conferenza sul clima: «Accordo obbligatorio per salvare il mondo»

Obbligo di successo per giungere ad un accordo vincolante che permetta di contenere entro due gradi l’aumento delle temperature. Si è aperta con l’imperativo dell’ambizione e nel ricordo delle vittime degli attentati di Parigi, con un minuto di silenzio, la 21.ma Conferenza Onu sul clima a Le Bourget, a nord di Parigi. «Abbiamo un obbligo di successo», ha affermato il ministro degli esteri francese Laurent Fabius nell’aprire i lavori di cui è presidente, e per questo serve un “accordo universale e ambizioso” che sia “giuridicamente vincolante”. L’obiettivo è un contenimento “sotto i 2 gradi” dell’aumento delle temperature, ha avvertito il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon, sottolineando che un’intesa sul clima serve anche a “garantire la pace e la sicurezza internazionale”. “Il futuro del mondo è nelle vostre mani”, ha aggiunto Ban, invitando i 147 leader mondiali presenti, da Obama a Putin passando per Merkel, Renzi e Cameron, a “mostrare visione e coraggio”. Il cambiamento climatico, ha dichiarato il presidente francese Hollande, di cui Ban ha riconosciuto il coraggio a confermare la Cop21 nonostante gli attentati del 13 novembre, è insieme al terrorismo una delle due “grandi sfide che dobbiamo affrontare” perché “ai nostri figli dobbiamo lasciare di più che un mondo libero dal terrore, un pianeta preservato dalle catastrofi, un pianeta sostenibile”. Anche perché, ha avvertito il principe Carlo d’Inghilterra chiamato ad aprire i lavori, la Terra “potrà sopravvivere all’aumento dei mari e delle temperature, ma non l’Uomo”. Da qui l’invito alla responsabilità ai 195 Stati partecipanti alla Cop21: «Raramente nel corso della Storia umana – ha sottolineato Carlo – il destino non solo di chi è in vita oggi ma delle generazioni che non sono ancora nate è stato nelle mani di così pochi». E l’Italia, ha assicurato infine il premier Matteo Renzi, “vuole stare tra i protagonisti della lotta all’egoismo, dalla parte di chi sceglie valori non negoziabili come la difesa della nostra madre terra”.