Fa 200 milioni di ricavi, ma licenzia: a Firenze corteo contro Roberto Cavalli

Circa 200 lavoratori della Roberto Cavalli, molti dei quali con accessori “animalier”, la cifra della griffe, hanno partecipato al corteo nel pieno centro di Firenze, in via Tornabuoni, una delle strade del lusso. I dipendenti Cavalli sono entrati in sciopero per protestare contro la decisione del Fondo Clessidra, che controlla l’azienda, di aprire la procedura di mobilità per 66 addetti. Il corteo è partito dal negozio Cavalli di via Tornabuoni. L’azienda, che ha sede a Sesto Fiorentino, occupa 300 dipendenti. Nelle prossime ore è previsto un incontro in Regione Toscana sulla vertenza.

Il brand Roberto Cavalli di proprietà del Fondo Clessidra da aprile

Fondata a Firenze negli anni Settanta, l’azienda è riuscita a diventare un marchio di riferimento nel segmento del lusso internazionale, con una presenza in tutto mondo grazie ad una rete che oggi conta circa 200 boutique monomarca. «L’apporto finanziario, gestionale ed umano che Clessidra garantirà alla mia azienda», aveva commentato all’indomani dell’accordo Cavalli,  «consentirà lo sviluppo per affrontare e vincere le sfide che il mercato del lusso in continua evoluzione impone». «Abbiamo voluto fortemente il raggiungimento di questo accordo perché crediamo nelle potenzialita’ di Roberto Cavalli – aveva annunciato il vicepresidente esecutivo di Clessidra, Francesco Trapani – un’azienda dallo stile unico, con un posizionamento con pochi eguali e una riconoscibilità realmente globale. L’identità del brand Cavalli rappresenta una ricchezza che vogliamo preservare, un fattore chiave su cui fonderemo tutti i progetti di crescita internazionale dell’azienda».  L’azienda ha chiuso il 2014 con ricavi consolidati in crescita, pari a circa 210 milioni di euro. Eppure, appena sette mesi dopo l’acquisizione da parte del Fondo Clessidra, sono scattate le procedure di mobilità.