“Non farò distruggere la sanità in Veneto”: Zaia ricorre contro Lorenzin

«Non intendo scaricare sui veneti il problema che ci crea Roma, quindi si sappia sin d’ora che impugneremo la Legge di Stabilità. Il premier, se avesse coraggio, dovrebbe concentrare i tagli sulle Regioni sprecone, non affogare i virtuosi». Metterà l’addizionale Irpef? Aumenterà i ticket? «No. Nessun nuovo balzello».

Zaia annuncia ricorso contro la legge di stabilità

E allora? «Continueremo a ristrutturare. Quelli che criticano l’Azienda Zero dovrebbero sapere che consente risparmi per 50-60 milioni e a regime ben di più». Autostrade: cosa pensa del progetto di vendita dell’A4 Holding, quindi Brescia-Padova e A31, agli spagnoli di Abertis? «Il mercato regola il mercato. Ma personalmente ritengo che un sistema efficiente per il Veneto sarebbe quello di una holding autostradale. Per questo la Regione, che è presente solo in Cav, ha dato la disponibilità attraverso la finanziaria Veneto Sviluppo. Noi ci siamo, ma è chiaro che ci vuole la volontà delle aziende». E c’è questa volontà? «Prendo atto che si va in un’altra direzione. Però a me non sta bene la soluzione degli stranieri in Veneto, stiamo diventando una sorta di outlet dove si comprano cose firmate a poco prezzo. Poi ce ne pentiremo».

“Stiamo diventando una sorta di outlet dove si comprano cose firmate a poco prezzo”

Lo teme anche per le banche, chiede “Il Gazzettino”? «I dati sono noti: 205mila soci, 93,8 milioni di azioni di Popolare Vicenza, 125mila azioni di Veneto banca, 2,5 miliar di persi nei conti correnti. Chiaro che c’è l’ansia da quotazione. Ma la soluzione è il polo unico véneto e io spero che si aggreghi l’imprenditoria véneta: con un azionariato così diffuso, basta un 10% per avere il controllo. Con Veneto Sviluppo, che da sola non può nulla, siamo pronti a fare la nostra parte». Cioè la Regione si “compra” la banca? «Io sono preoccupato per i risparmi delle famiglie, si sta sottovalutando l’impatto sociale perché oltre ai correntisti ci sono le aziende che hanno azioni e debiti. La Regione con Veneto Sviluppo, come fa con le start-up, potrebbe aderire a un nuovo raggruppamento per prendere il controllo. Chiunque se la comprerebbe, perché non noi? Io vorrei che il Veneto facesse squadra, ma non la si fa dal palco dicendo che gli altri non hanno capito niente. Per fortuna che nelle banche non c’era la politica».