Ventimiglia, arrestato un turco: nell’auto nascondeva un arsenale

Un uomo di origine turca, Guten Altay, è stato arrestato a Ventimiglia, sospettato di essere la persona che ha imbracciato il fucile e sparato contro un agricoltore libanese. Ma non è tutto: dopo il fermo, le forze dell’ordine hanno rinvenuto, nascosto nell’auto del fermato, un vero e proprio arsenale di armi: i carabinieri non escludono che potessero servire per l’addestramento dei componenti di un gruppo criminale che operava tra Italia e Francia.

L’arsenale del turco arrestato a Ventimiglia

Dieci fucili, di cui uno d’ assalto in dotazione a corpi speciali completo di quattro caricatori, tre fucili a pompa, dieci pistole: questo il bottino di armi sequestrate all’uomo di origine turca arrestato a Ventimiglia, a carico del quale sono in corso ulteriori indagini mirate a verificare «il peso criminale del sospettato» per il quale i carabinieri non escludono di prendere in considerazione una «pista di matrice terroristica». L’indagine, comunque, al momento è culminata nell’arresto eseguito dal Comando Provinciale di Imperia del settantaseienne turco, celibe, pensionato, originario di Oskjenderum in Turchia e residente a Tourette Leveis in Francia. L’uomo è accusato di aver sparato con un fucile a Patrick Feghali, agricoltore libanese di 34 anni, residente a Apricale (Imperia), ferendolo in modo lieve, per una presunta lite. I due si sarebbero fronteggiati nell’area di un parcheggio, il Rio la valle, e hanno discusso a quanto risulta per l’occupazione di un terreno in località Gouta di Apricale. Altay ha preso dalla sua Renault Clio un fucile calibro 12 ed ha sparato al rivale ferendolo a una gamba di striscio. A quanto pare, la borsa a tracolla che l’uomo indossava ha deviato il colpo attutendone gli effetti.

Il fermo e la scoperta della armi

Non solo: il pronto intervento dei Carabinieri della Stazione di Pigna ha impedito ad Altay di uccidersi. L’uomo, infatti, si era puntato addosso una pistola 357 Magnum ma la tempestività del Comandante della Stazione, maresciallo aiutante Giuseppe Bisazza, lo ha convinto a desistere. Così, mentre l’uomo veniva arrestato per tentato omicidio, detenzione e porto abusivo di armi e munizioni, i carabinieri scoprivano l’arsenale custodito nell’auto: dieci fucili di varie marche e calibri, un fucile d’assalto Steyr/Aug calibro 5,56 in dotazione ai corpi speciali, tre fucili a pompa calibro 12, dieci pistole di vario calibro e tipo, tra cui due revolver calibro 357 e una calibro 44 magnum, il tutto corredato di numerose munizioni. Le armi sequestrate, di cui una parte prive di matricola e quindi considerate clandestine, risultano essere perfettamente funzionanti e pronte all’uso. Le indagini appureranno quale.