Una rivolta di nomadi mette a ferro e fuoco un dipartimento francese (video)

Un violenta rivolta di nomadi sconvolge il dipartimento francese dell’Isère, messo a ferro e fuoco dalle sommosse urbane: scene mai viste prima in questa tranquilla zona non lontana dal confine italiano, assicura sconvolto chi vi ha assistito. All’origine del caos, la reazione di un gruppo di almeno un centinaio di nomadi, Gens du Voyage (come vengono definiti in Francia), che rivendicavano un permesso speciale per un loro compagno detenuto.

Francia, la rivolta dei nomadi

I casseurs pretendevano che l’uomo partecipasse ai funerali di un amico morto venerdì scorso mentre viaggiava a bordo di un’auto rubata a Saint-Joseph-de-Rivière. Il pronunciamento del giudice sul suo permesso era ancora in via definizione quando è scoppiata la furia incendiaria, e di certo dopo le scene da guerriglia urbana viste nell’Isère, la concessione speciale appare a questo punto piuttosto improbabile. Non solo: dopo gli scontri e la violenta sommossa che ha fatto registratre danni e incidenti da bollettino di guerra, in un messaggio trasmesso su Twitter, lo stesso premier Manuel Valls ha denunciato «violenze inammissibili», sostenendo che la risposta possibile alla guerriglia urbana scatenata dai nomadi rivoltosi nel tranquillo dipartimento delle Alpi francesi può essere «una sola: fermezza e ripristino dell’ordine repubblicano».

Rivolta e scontri: il bollettino di guerra

La conta dei danni provocati dalla rivolta di nomadi registra, dunque, la devastazione e la paralisi della stazione di Moirans, dove è stata a lungo interrotta la viabilità sulla linea ferroviaria Lione-Grenoble; almeno cinque auto danneggiate, di cui due in fiamme, e naturalmente panico diffuso. E ancora: per diverse ore il traffico sulla vicina strada provinciale 1085 è rimasto completamente interrotto, così come sono state evacuate le scuole della zona. Nella cittadina presa in ostaggio dall’ira dei riottosi Gens du Voyage, dove sono stati schierati un centinaio di agenti in tenuta anti-sommossa, c’è poi anche chi è andato in commissariato a denunciare gli immancabili saccheggi. E come se tutto questo già non fosse stato abbastanza, secondo l’inviato speciale di I-Télé, Sébastien Bendotti, nel penitenziario di zona ci sarebbe stato anche un tentativo di ammutinamento con «ventitrè detenuti che si sono rifiutati di rientrare in cella». Ora «la situazione è sotto controllo», ha assicurato la prefettura di zona, precisando che «non ci sono feriti, gli incendi sono stati domati dai vigili del fuoco, il traffico sulla strada provinciale RD1085 è stato ripristinato e che le ferrovie si sono incaricate tempestivamente dell’evacuazione dei 218 passeggeri a bordo dei treni in prossimità della stazione di Moirans», senza danni alle persone da segnalare. Ma i più informati ricordano che già a fine agosto, l’autostrada A1, nel lontano dipartimento della Somme, venne bloccata da incidenti simili. Come a dire che la bomba resta innescata: i nomadi in rivolta sono recidivi, e potrebbero tornare presto a ripetersi ancora…