Un buon sindaco di destra per Napoli? È possibile, magari con un ticket vincente

Le vicende romane stanno un po’ distraendo l’ opinione pubblica da quanto avviene a Napoli. Ma, nonostante contorni radicalmente differenti, anche nella nostra città si vivranno situazioni di rilevanza nazionale. Diceva bene Antonio Polito una decina di giorni fa sul Corriere della Sera: la crisi della politica è figlia della crisi dei partiti. Non è vero che non esistono più destra, né sinistra. Sono modi qualunquistici di parlare. Sono i partiti di destra, e di sinistra che restano ancorati a schemi e meccanismi antichi e in tal modo risultano incapaci di interpretare la società che evolve.

 Marcare le differenze e scegliere il candidato a sindaco

Il senso dello Stato, la meritocrazia, il rispetto delle regole, l’ appartenenza a identità territoriali, la voglia e il diritto di crescere in un sistema capitalistico; questi sono valori ai quali si è sempre riferita la destra, ieri ed oggi. L’ egualitarismo, la solidarietà verso chi non ha mai avuto nulla, il senso di appartenenza a una sorta di proletariato internazionale ( l’ antica internazionale comunista ) , il rifiuto di ogni forma di razzismo; questi sono senz’altro valori di sinistra. Una volta si andava alle scuole di partito, dove si insegnavano queste cose. Certo, ognuno parlava secondo il proprio punto di vista ideologico, e non sempre si esplorava il mondo a 360°. Ma si riusciva ad interpretare la società che viveva quell’ epoca, e ciascuno si andava a iscrivere dove il proprio istinto lo guidava. Dico queste cose, intanto per replicare a tanti qualunquisti che disturbano dibattiti potenzialmente più interessanti.

Nel caos sono stati generati sindaci non di sinistra, ma figli dell’antipolitica. Gli elettori però vorrebbero capire qual è il disegno per Napoli. Su quali assi si immagina possa crescere questa città. Con quale identità, anche rispetto magari a scenari come quello delle macroregioni. Su quale terreno la destra intende confrontarsi con alcune schiere di pseudointellettuali, che da decenni si dichiarano di sinistra, ma di fatto monopolizzano le praterie della cultura meridionale? Chiudo con una provocazione: vedo un affollamento di candidati, ma anche potenziali affiancamenti. Perché non proporre quindi due ticket? Potrebbe risultare simpatico il duo Caldoro sindaco, Lettieri vicesindaco. Oppure Carfagna, Chiosi. Staremo a vedere.