Ue, Londra chiede “tolleranza zero” sui migranti. Ma Alfano pensa a Salvini

«Dobbiamo rimandare i migranti economici nei loro Paesi d’origine, dobbiamo avere tolleranza zero per chi abusa del nostro sistema di asilo. Sui rimpatri vogliamo che l’Europa faccia di più. Siamo pronti a dare il nostro sostegno», così Theresa May, segretario di stato britannico per gli Affari interni al consiglio Affari interni Ue. Un allarme condiviso dal ministro degli Esteri lussemburghese e presidente di turno dell’Ue, Jean Asselborn: «Se non si arriva a rendere più efficace il controllo delle frontiere esterne c’è l’enorme rischio che il sistema Schengen non sopravviva». Chi invece sembra dormire sonni tranquilli è il nostro ministro dell’Interni Angelino Alfano, che esulta per la partenza di alcuni voli (una decina)  che riporteranno al loro Paese qualche centinaio di profughi, una goccia nel mare rispetto a quelli che arrivano ogni giorno con i barconi. «L’aereo con i primi profughi ricollocati che parte domani dall’Italia per la Svezia – dice Alfano – è il simbolo della sconfitta di tutti quelli che credevano che l’Ue non avrebbe fatto passi avanti. Ogni passo avanti dell’Europa è un passo indietro di gente come Salvini che punta tutto sulla sconfitta dell’Italia». Non risulta, invece, che al vertice Ue il ministro francese abbia parlato di Marine Le Pen né gli altri ministri dei loro oppositori nazionali. Ma il problema di Alfano, che i sondaggi danno in caduta libera, è quello di salvare prima di tutto la sua poltrona.

Profughi o migranti? Solo il 3% dovrebbe restare in Italia

A rilanciare l’appello del governo britannico è proprio la Lega. «Gli organismi internazionali – ha ricordato Roberto Calderoli – hanno stimato che dei circa 170mila immigrati approdati in Italia nel 2014 meno di 5000, dunque meno del 3%, hanno poi ottenuto il diritto all’asilo: tutti gli altri erano semplici migranti economici che andavano rimpatriati nei loro Paesi di origine ma ovviamente non sono stati rimpatriati. L’Inghilterra si è svegliata da un pezzo, mentre l’Italia di Renzi continua a dormire o a fingere di dormire, forse perché la gestione di centinaia di migliaia di immigrati è un bell’affare economico per tanti».