Tre i miliardi spesi per i migranti. Ecco come sono stati buttati dalla finestra

Tre miliardi e più spesi per i migranti, a cui vanno ad aggiungersi anche i costi extra per le emergenze dettate dal problema sicurezza e dall’adempimento di provvedimenti di tipo sociale che il flusso migratorio massiccio e ininterrotto ha inevitabilmente comportato.

Tre miliardi per i migranti: il commento di Marin (FI)

«Ci voleva la legge di stabilità per comprendere fino in fondo il peso che l’Italia ha sostenuto e sostiene per accogliere i migrati: 3,3 miliardi di euro solo nel 2015». A dichiararlo in una nota è il senatore di Forza Italia, Marco Marin, che a poi aggiunge: «Senza considerare poi i costi sociali e di sicurezza che le ondate migratorie incontrollate hanno comportato. Un’enormità che avrebbe potuto essere destinata all’economia reale, al rilancio dei consumi, alla creazione di posti di lavoro per i nostri giovani». Una constatazione attendibile quanto amara, quella resa dall’esponente azzurro, che poi, riguardo in particolare al peso politico del Bel Paese in Europa in materia di immigrazione, conclude: «Ecco il risultato dell’inconsistenza del governo in Europa: un tesoretto perso. Perché se accogliere chi scappa da guerre o persecuzioni è un dovere, farlo senza alcun criterio, mantenendo anche i clandestini, è un vero e proprio “lusso” che l’Italia non può permettersi. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: il governo Renzi ha trasformato l’Italia in un grande parcheggio della disperazione. L’Italia che abbiamo in mente noi è molto diversa»…

Il governatore Toti su migranti e legge di stabilità

E del resto anche l’Italia che ha in mente Renzi non è proprio lo stesso Paese che l’Europa vorrebbe. «Renzi alza la voce con l’Europa, ma bisogna vedere se l’Europa lo starà a sentire», ha commentato allora il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti che, poi, riflettendo ulteriormente su annunci e approfondimenti dedicati dal premier Renzi alla legge di stabilità – e sui fondi destinati al flusso migratorio –, come sui dubbi espressi a riguardo da Bruxelles, ha aggiunto: «Fino ad ora francamente non ho visto grandi risultati, nè durante il suo semestre europeo, nè durante la nostra crisi dei migranti, che perdura ancora oggi». Quindi, entrando nel dettaglio, e con toni ancora più critici, Toti ha concluso: «La legge di stabilità  mi sembra il solito giochino delle tre carte. La spending review si è persa insieme ai numerosi tagliatori che sono arrivati a Palazzo Chigi, ma sono scomparsi nel nulla. Stiamo parlando veramente di cifre irrisorie per quanto potrebbero dimagrire i nostri ministeri a Roma. Ancora una volta vengono strangolati gli enti locali – ha denunciato il governatore – con tagli importanti che dovremo vedere quanto incideranno sui nostri bilanci. Francamente non mi sembra una legge all’altezza della situazione internazionale, che potrebbe permettere di cogliere un pò di ripresa e rianimare anche il mercato interno, oltre che le esportazioni. Mi sembra – ha chiosato Toti – un sostanziale gioco delle tre carte».