Terrorismo, arrestato pakistano in Italia: inneggiava alla jihad su Facebook

Avrebbe divulgato, attraverso i suoi profili, Facebook, materiale inneggiante al jihad e al martirio, «istigando al compimento di atti di violenza con finalità di terrorismo». Con questa accusa gli uomini della Digos di Enna, coordinati dal Servizio Centrale antiterrorismo della Polizia e dalla Procura di Caltanissetta hanno arrestato a Mantova un cittadino pakistano ritenuto responsabile di associazione a delinquere con finalità di terrorismo. La vicenda ha dato il via ad una serie di perquisizioni nelle province di Mantova, Enna, Prato, Milano e Como e potrebbe portare, a breve, a nuovi sviluppi.

Spagnola convertita arrestata a Madrid, andava in Siria

E la notte scorsa una giovane spagnola recentemente convertita all’Islam è stata arrestata all’aeroporto di Madrid Barajas mentre stava per prendere un aereo per la Turchia da dove prevedeva di raggiungere il gruppo terrorista islamico dell’Isis in Siria. La giovane, 22 anni, residente nel comune andaluso di Almonte, vicino a Huelva, era stata radicalizzata in poco tempo grazie a messaggi di propaganda su internet, secondo El Pais online. Nelle ultime settimane due donne sono state arrestate in Spagna con l’accusa di reclutare giovani donne per l’Isis, promettendo loro di diventare mogli di jihadisti. In realtà, secondo la stampa spagnola, il loro destino è invece di essere schiave sessuali e domestiche dei terroristi islamici.

Arrestati a Mosca 10 arruolatori dell’Isis e di altri gruppi

Oltre dieci presunti estremisti provenienti dall’Asia centrale, tra cui alcuni accusati di essere jihadisti dell’Isis, sono stati arrestati nella regione di Mosca: alcuni di loro sembra si occupassero proprio dell’arruolamento di sostenitori potenziali dell’Isis e di altri gruppi estremisti.
La Turchia si conferma, comunque, come la porta di accesso privilegiata degli occidentali nello Stato islamico. Il quotidiano Zaman, che cita un rapporto riservato dell’intelligence turca, sostiene che sono 4.300 i membri dell’Isis residenti in Turchia: almeno 200 sarebbero i jihadisti al momento pienamente in attività, mentre altri 4.100 sono considerati come cellule dormienti.

Allarme in Turchia: 4.300 i membri dell’Isis nel Paese

Il rapporto rivela inoltre che circa 10 mila sospetti terroristi, tra cui almeno 1.500 affiliati all’Isis, non sarebbero più stati seguiti negli ultimi 2 anni dopo la riorganizzazione di polizia e magistratura decisa da Erdogan.
La riorganizzazione di polizia e magistratura turche venne decisa dal governo allora guidato dal presidente Recep Tayyip Erdogan dopo la Tangentopoli del Bosforo del dicembre 2013 per rimuovere i membri della rete che fa capo a Fethullah Gulen, ex-sodale da allora diventato nemico numero uno di Erdogan. Secondo Zaman questi trasferimenti di massa, che per le opposizioni sono state delle purghe, avrebbero indebolito le strutture di sorveglianza turche, portando all’abbandono di molte indagini su sospetti terroristi.