Tangenti: chi è Luigi Meduri, l’oscuro faccendiere Pd del governo Prodi

La guardia di Finanza non usa mezzi termini. E lo bolla come «un oscuro faccendiere». E’ devastante il profilo dell’ex-sottosegretario di Prodi, Luigi Meduri, così come emerge dalle parole degli investigatori delle Fiamme Gialle che hanno indagato a lungo su di lui, su questo rampante calabrese già parlamentare della Margherita e dell’Ulivo, un passato da democristiano, arrivato alla poltrona di presidente della Regione Calabria dopo un ribaltone che portò la sostituzione della maggioranza di centrodestra con un nuovo governo regionale di centrosinistra, guidato proprio da Meduri.
I militari della Finanza assegnano a Meduri, attuale membro dell’Assemblea nazionale del Partito Democratico, un ruolo ben preciso nell’organizzazione, sgominata oggi, che maneggiava mazzette e affari sugli appalti Anas con consumata disinvoltura: l’ex-sottosegretario di Prodi passato dalla Dc all’Ulivo, dall’Ulivo alla Margherita, dalla Margherita al Ppi e, infine, approdato al partito di Renzi, viene definito dai militari della Finanza l’interfaccia politica della “Dama nera“, la dirigente dell’Anas Antonella Accroglianò, considerata dagli investigatori al vertice dell’organizzazione all’interno dell’Anas.

L’ex-uomo di Prodi chiedeva assunzioni e garantiva voti

“Graziato” con gli arresti domiciliari, l’ex-sottosegretario del governo Prodi da un lato si sarebbe adoperato per mettere a disposizione il suo pacchetto di voti a favore del fratello della “Dama nera“, Galdino Accroglianò, candidato alla Regione Calabria nelle liste dell’Udc, e dall’altro si sarebbe dato da fare per fargli ottenere un importante incarico all’interno di una società partecipata della Regione, sempre dietro richiesta della Accroglianò dopo il fallimento del fratello alle elezioni.
In cambio, sostengono la Guardia di Finanza e la Procura di Roma, l’ex-sottosegretario di Prodi avrebbe chiesto l’assunzione e la riconferma in Anas di due geometri a lui vicini.
Meduri, inoltre, avrebbe fatto da intermediario tra la stessa Accroglianò e due imprenditori catanesi – Concetto Bosco Lo Giudice e Francesco Costanzo – che avrebbero ritardato il pagamento di una tangente.
La mazzetta sarebbe relativa alla vicenda che ruota attorno all’appalto da 145 milioni di euro per la realizzazione della cosiddetta “Variante di Morbegno“, in Lombardia. L’appalto, infatti, era stato vinto dai due imprenditori catanesi che, attraverso Meduri, avrebbero chiesto all’Anas, e dunque alla Accroglianò, l’autorizzazione alla cessione di un ramo d’azienda. In realtà, dicono gli investigatori, si trattava di una una vera e propria cessione del contratto d’appalto, pratica normativamente illecita. Per queste pratiche gli investigatori hanno documentato almeno sei passaggi di denaro, dal dicembre 2014 all’agosto 2015, per un totale di circa 150 mila euro».