Svelato il bluff delle giunte Pd: chiuso un campo rom, lo riaprono altrove

Campi rom chiusi con grande squillo di trombe e riaperti in un’altra zona, alla chetichella. È il trucco del Pd in Toscana. Così fa il successore di Matteo Renzi, il sindaco di Firenze, Dario Nardella, come denunciano i consiglieri di opposizione. L’ultimo caso? Gli occupanti del ex Cnr di Scandicci, sgomberato a maggio, si sono spostati in via dell’Osteria ed in via Cocco, zona Piagge. Come raccontano il consiglieri d’opposizione Jacopo Alberti ed il consigliere comunale di Scandicci Leonardo Batistini che hanno fatto visita ad alcune strutture occupate abusivamente  «la situazione è allarmante. Decine di persone abitano tranquillamente dentro prefabbricati e tende a due passi da abitazioni e da una Rsa per anziani. Ecco dove sono finite alcune famiglie rom sgomberate da Scandicci». Per gli esponenti leghisti «in pratica la politica del Pd è quella di sgomberare da una parte per trasferire queste persone a pochi chilometri». I due consiglieri denunciano inoltre che l’Ex Cnr è stato nuovamente rioccupato nelle scorse settimane, la giunta Pd ha speso «70.000 euro per ripulire l’ex Cnr e dopo pochi mesi ha consentito una nuova occupazione».

La denuncia di Donzelli: «Coi rom fanno il gioco dei quattro cantoni»

Un trucco, quello di spostare i rom da una parte all’altra della città, che Fratelli d’Italia aveva scoperto da diverso tempo. A metà settembre il capogruppo Fdi in Consiglio regionale della Toscana Giovanni Donzelli aveva denunciato un caso analogo. «Altro che sgombero: un cospicuo gruppo di rom è ancora accampato sotto il ponte Rosso a Firenze. L’amministrazione comunale sa agire solo con questi piccoli colpi di teatro, mai affrontando seriamente i problemi ed occupandosi delle esigenze dei cittadini». I fiorentini, «denunciano degrado, furti, e hanno paura, soprattutto anziani e donne, ad andare in giro di notte in una una zona che è diventata pericolosa”. Donzelli aveva smascherato per primo il trucco della politica dell’annuncio. «Appena un mese e mezzo prima il Comune aveva annunciato di aver eseguito uno sgombero nei confronti di persone che vivevano sull’argine del Mugnone, invece l’insediamento c’e’ ancora eccome». Secondo Donzelli «sembra il gioco dei quattro cantoni: immigrati e rom vengono utilizzati in quella che è una vera e propria recita sugli sgomberi, ma in realta’, come accaduto ad esempio per gli sgomberi all’ex Cnr, al Ponte al Pecora di Quaracchi, o all’ex collegio La Querce, vengono mandati via da una parte e spostati da un’altra. Così l’amministrazione fa finta di risolvere problemi, in realtà non fa altro che incoraggiare l’illegalità».