E sulle casse del Comune Marino caricò anche una consumazione da 8 euro

Per Ignazio Marino (ancora lui!) l’ostinata permanenza sulla poltrona più alta del Campidoglio si sta trasformando in uno di quei war games da incubo dove per ogni mostro abbattuto ne spunta sempre un altro più minaccioso. Non bastavano le smentite dei falsi invitati alle false cene istituzionali pagate dal sindaco con i soldi dei romani. Non bastava il patetico e ridicolo video con cui il “Marziano” annunciava urbi et orbi di voler «regalare» 20mila euro alla città per fare giustizia di tutte le voci (in realtà testimonianze dirette) che lo descrivono molto interessato a trafficare con scontrini, rimborso e note spese.

A Cracovia “offrì” una colazione a un reduce dell’Olocausto

Un gesto che nelle intenzioni di Marino avrebbe dovuto affrancarlo da quest’immagine evidenziandone il disinteresse per la vile moneta e la generosità verso il prossimo. Peccato per lui che tra gli scontrini sui quali si stanno concentrando in queste ore opposizioni consiliari e procura capitolina ne sia spuntato uno di 8,63 euro riferito a una colazione offerta a Cracovia a un reduce dell’Olocausto, il cui nome non è citato.

Per Marino l’«americano» scocca il “game over”

Antefatto: nell’ottobre del 2013, Marino vola in Polonia per visitare con gli studenti romani i campi di concentramento di Birkenau e Aushwitz. Come da copione istituzionale,  anche in quell’occasione utilizza la carta di credito del Campidoglio per saldare il conto al Novotel Krakow City West al termine: appunto gli 8,63 euro della coalizione alò sopravvissuto del lager nazista. Una somma irrisoria, che il sindaco ha però pubblicizzato nella speranza che servisse a testimoniare la sua assoluta trasparenza e correttezza. Peccato (ancora una volta) per lui che il sentimento prevalente sia invece di ripulsa. E non poteva essere diverso nei confronti di un sindaco che non esita a caricare sulle casse del Comune persino la somma di 8,63 euro. Storia emblematica, che conferma più di ogni altra come ogni tentativo di rivincita sia solo destinato ad aggravare una situazione indifendibile. Game over.