Strage di Ankara, il premier turco: «L’Isis è il primo sospettato»

L’Isis è «il primo sospettato» della strage di Ankara di sabato. A ribadirlo nel corso di un’intervista tv è stato lo stesso premier turco, Ahmet Davutoglu, secondo il quale l’attentato sarebbe stato compiuto per influenzare l’esito delle elezioni anticipate del primo novembre.

La strage di Ankara compiuta da due kamikaze uomini

Davutoglu, inoltre, ha fornito anche dettagli sull’avanzamento delle indagini, spiegando che le autorità pensano di essere vicine all’identificazione di uno dei due kamikaze. A differenza di quanto ipotizzato a ridosso dell’eccidio, quando si è parlato di un attentatore uomo e di una donna, gli investigatori hanno accertato che a compiere la strage sono stati due uomini. Per stabilire l’identità di uno dei due, secondo quanto riportato dal quotidiano filo-governativo Yeni Safak, gli investigatori stanno confrontando il dna trovato sulla bomba con quello delle famiglie di venti turchi inclusi nella lista dei potenziali attentatori suicidi. Resta solo a livello di indiscrezione mediatica, invece, la possibilità che uno dei due attentatori di Ankara fosse il fratello del kamikaze della strage di Suruc del 20 luglio, dove furono uccisi trentatrè volontari curdi.

Decine di manifestazioni in tutto il Paese

Ed è salito anche il numero delle vittime identificate, arrivate ormai a 91 sui 97 morti del bilancio ufficiale. Un numero contestato però  dal partito filo-curdo Hdp, che parla di un bilancio di 128 morti, aveva diffuso una lista di 120 nomi. In segno di solidarietà, centinaia di migliaia di turchi si asterranno dal lavoro per due giorni e parteciperanno a decine di manifestazioni organizzate in tutto il Paese, ritrovandosi intorno allo slogan “Fermiamo la vita”. La mobilitazione, lanciata inizialmente da alcune sigle di categoria (medici, architetti, ingegneri) e poi rilanciata in rete, si aggiunge ai tre giorni di lutto nazionale proclamati dal governo.