Due storie di infanzia bruciata: un terrorista di 12 anni, un killer di 14 anni

L’infanzia che non c’è più. Sepolta, dimenticata. Shock in Australia per la notizia che c’è anche un ragazzino di 12 anni, tra i 18 giovani «tenuti sotto controllo» dai servizi di sicurezza perché sospettati di attività terroristiche. È un altro segnale d’allarme sulla diffusione del radicalismo islamico violento fra ragazzi sempre più giovani, dopo l’uccisione a inizio mese del dipendente di una stazione di polizia a Sydney, per mano di un quindicenne che ha sparato gridando frasi religiose ed è stato ucciso poco dopo da un poliziotto.

 Infanzia bruciata, shock in Australia

Il governo australiana ha annunciato l’abbassamento da 16 a 14 anni dell’età minima di persone sospettate in casi di terrorismo, che possono essere sottoposte a ordini di controllo, in condizioni simili alla libertà vigilata. La giovane età del ragazzo sospettato di terrorismo è «terribile e scioccante», ha detto il ministro della giustizia Michael Keenan. «Purtroppo è sintomatico delle sfide che dobbiamo affrontare. Sappiamo che l’Isis sta coltivando da tempo giovani australiani. Hanno cominciato con giovani sopra i 20 anni, poi sono passati agli adolescenti sempre più giovani». In aprile diversi adolescenti sono stati arrestati con il sospetto di programmare un attacco ispirato all’Isis a una cerimonia per la giornata dei reduci a Melbourne e qui a maggio la polizia ha arrestato un diciassettenne accusato di preparare un attentato con bombe fatte in casa.

 Un’altra storia di infanzia bruciata in Messico

Un 14enne messicano di Tijuana – nell’estremo nordovest del paese, sulla frontiera con gli Stati Uniti – ha ucciso un uomo sparandogli alla testa dopo essere stato ingaggiato come killer attraverso Facebook. Secondo quanto riferito da fonti della procura locale l’adolescente, la cui identità non è stata rivelata, è stato contattato sul social network, dove gli hanno offerto 31mila pesos (poco più di 1.600 euro) per uccidere una persona. Una volta raggiunto un accordo, il ragazzo ha incontrato il committente che gli ha consegnato il denaro ed è salito su un taxi che lo ha portato nella “zona rossa” della città, dove gli è stata consegnata una pistola calibro 10 e le istruzioni per riconoscere la sua vittima, un uomo di 35 anni che si presume sia legato al traffico di droga. Il killer adolescente non ha avuto indugi ma è stato arrestato dalla polizia mentre tentava di fuggire dopo l’omicidio.