Sondaggio: due italiani su tre dicono no alla «stepchild adoption»

«Io mi sono esposto su questa tematica e la legge si farà»: cosi, in questi giorni, il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha rassicurato quanti nel Pd temono per le sorti delle unioni civili. Sono le stesse parole con cui il premier ha replicato alle perplessità del leader del Nuovo centrodestra Angelino Aliano. Nessuno nel Pd mette in dubbio le parole dell’inquilino di Palazzo Chigi. Ma il problema è: quale legge si farà il prossimo anno? Perché a questo punto appare altamente improbabile che nella normativa vi sia la stepchild adoption, ossia la possibilità da parte di uno dei componenti della coppia di adottare il figlio biologico dell’altro.

Un sondaggio frena Renzi sulla «stepchild adoption»

E la frenata è venuta proprio da Renzi. Ma non è stata la paura della reazione degli alleati di Ncd a frenare il premier. Per dirla con Beppe Fioroni, parlamentare pd di rito cattolico, contrario alle adozioni da parte dei gay: «Nessuno fa una crisi di governo per un dissenso sui temi eticamente sensibili». A indurre il presidente del Consiglio a rallentare su questo pun to non è stato nemmeno il timore di ritrovarsi per l’ennesima volta con un partito spaccato in Parlamento. Ipotesi, questa, tutt’altro che improbabile dal momento che al Senato ci sono una trentina di parlamentari che hanno dei dubbi sulla stepchild adoption. No – spiega “Il Corriere della Sera” – a spingere il premier a prendere in mano lui la situazione e a dare la linea della libertà di coscienza sul voto e dello scrutinio segreto su questo punto, è stato un nuovo elemento. Già, Matteo Renzi conosceva la contrarietà del Nuovo centrodestra quando ha pensato di portare avanti una legge sulle unioni civili improntata sul modello tedesco (che prevede l’adozione) e il premier sapeva anche che nel Pd c’era un gruppo di tenaci malpancisti.

Renzi non era ancora a conoscenza è la vastità della contrarietà degli italiani all’istituto della stepchild adoption.

È stato quindi un sondaggio, che rivelava come due terzi dei cittadini non siano d’accordo sul fatto che una coppia gay possa crescere un figlio, a fargli abbandonare la strada delle adozioni. È un dato che ha fatto subito drizzare le antenne, molto sensibili a quello che si muove nella pancia del Paese, a spingere Renzi a dare quelle indicazioni al gruppo del Pd del Senato. Con il voto segreto la stepchild adoption rischia di grosso di essere impallinata, no, a gennaio. Tanto più che nel partito un gruppo di senatori, tra cui la renziana di ferro Rosa Maria Di Giorgi, sostiene un emendamento alternativo che prevede il cosiddetto «affido rafforzato».