Siria, la Nato si mette di traverso contro Putin: «Pronti a schierare forze in Turchia»

La Nato si mette di traverso. Nuove accuse contro la Russia che sta infliggendo colpi decisivi ai tagliagole del Califfato in Siria. Dopo l’escalation e il successo dei raid russi arrivano infatti le accuse degli Usa:  sostengono che Mosca stia colpendo anche obiettivi non Isisi, ossia i ribelli anti-Assad per indebolire le opposizioni moderate. Durante la riunone dei ministri della Difesa della Nato, il segretario generale  Jens Stoltenberg non ha nascosto la sua irritazione per il “prootagonismo” della Russia sullo scacchiere siriano e torna a criticare il Cremlino: In Siria – sottolinea Stoltenberg – «a lungo termine non c’è soluzione militare e ci deve essere la transizione», ovvero Assad deve lasciare il potere, aggiungendo che il contributo della Russia «non è un contributo costruttivo». In Siria – ha minacciato – la Nato «ha visto una problematica escalation di azioni militari russe ed è pronta a difendere tutti gli alleati, compresa la Turchia». Dunque è «pronta a dispiegare le forze in Turchia se necessario».

La Russia replica alla Nato: colpiti 112 obiettivi Isis

La Russia respinge le accuse e sostiene che gli attacchi dell’aviazione russa in Siria hanno messo fuori gioco «le capacità militari dell’Is e di altre organizzazioni terroristiche». Ad affermarlo è stato il tenente generale Ali Abdullah Ayyoub, mentre in queste ore anche il ministro della Difesa russo ha fatto rilevare che dall’inizio dell’operazione militare in Siria sono stati colpiti «112 obiettivi dell’Isis». Nonostante i terroristi dell’Isis siano stati duramente depotenziati, si moltiplicano le preoccupazioni, non solo da parte degli Usa ma anche della Gran Bretagna: in Siria «la Russia sta rendendo molto più pericolosa una situazione già molto seria», sostiene il ministro della difesa britannico, Michael Fallon, arrivando alla ministeriale Nato. Mosca ha ribaltato le accuse: «Le forze aeree Usa e di altri Paesi hanno effettuato attacchi per un anno, abbiamo motivo di credere che non sempre, o meglio, molto spesso abbiamo attaccato obiettivi diversi da quelli terroristici», ha dichiarato Igor Konashenkov, portavoce del ministero della Difesa russo, alludendo a bersagli legati al regime di Assad.