Siria, Mosca lancia i missili dalle navi del Mar Caspio. Putin: bene così

Mentre Damasco conferma l’avvio di un’offensiva di terra delle truppe governative, Mosca fa sapere  di aver colpito obiettivi Isis in Siria con quattro navi lanciamissili della flottiglia del Mar Caspio ad una distanza di circa 1500 km. Lo ha reso noto, insieme al ministro della Difesa Serghiei Shoigu, lo stesso Vladimir Putin, che ha evidenziato la buona performance dell’industria militare e il buon addestramento del personale.
Infatti, ribadisce il ministro della Difesa russo, all’inizio dell’operazione militare russa in Siria sono stati colpiti “112 obiettivi dell’Isis”. Oltre agli aerei, i russi stanno utilizzando la flotta del mar Caspio e, anche se è presto per tirare le somme, Putin sottolinea che “quello che è stato fatto merita una valutazione altamente positiva”. Sempre alta la tensione con la Turchia: il premier Davutoglu smentisce l’ottimismo di Putin e accusa: la Russia avrebbe condotto 57 operazioni aeree, di cui 55 contro l’opposizione moderata (a Bashar al Assad, ndr) e solo 2 contro l’Isis. Mosca si dice tuttavia pronta – ma non è la prima volta che il Cremlino fa affermazioni di questa natura – a coordinarsi con il Pentagono anche se nei fatti non sembra esserci la volontà di alcuna sinergia da entrambe le parti. Infatti gli usa no nascondono ancora una volta la loro irritazione: “La Russia sta seguendo una strategia sbagliata, stanno facendo un errore”, afferma il segretario della Difesa americana Ashton Carter, annunciando che gli Stati Uniti non intendono collaborare con la Russia.

Siria, la proposta di Hollande

Il presidente francese Francois Hollande propone intanto di unire gli sforzi delle truppe governative siriane e dell’esercito libero siriano (Esl) nella lotta contro l’Isis. Unìidea riferita da Putin che ha mostrato di apprezzarla: “Durante l’ultima visita a Parigi – ha detto Putin – il presidente francese, Francois Hollande, ha presentato un’idea interessante secondo la quale si potrebbe, secondo lui, provare in ogni caso a unire gli sforzi dell’ esercito governativo” siriano “e del cosiddetto Esercito libero siriano”. In un incontro con il ministro della Difesa, Serghiei Shoigu, il leader del Cremlino ha ribadito che Mosca non sa dove sia l’Esercito libero siriano e chi ne sia a capo. “Se partiamo dal fatto che e’ l’ala militare della cosiddetta parte sana dell’opposizione – ha comunque aggiunto Putin – allora riuscendo a unire gli sforzi nella lotta contro il nemico comune, cioe’ contro le organizzazioni terroristiche – l’Isis, al Nusra e altre – si creerebbero delle buone basi per la futura soluzione politica in Siria”.