Silvio e Vladimir: tutti i segreti di una antica relazione speciale

Il rapporto tra Silvio Berlusconi e Vladimir Putìn dura da anni. Lo descrive Alan Friedman nel libro in uscita 18 ottobre «My way: Berlusconi si racconta a Friedman», come si legge su “Il Corriere della Sera”. Nel corso di questi anni sono stati molti gli incontri tra i due leader, sia in Russia che in Italia. L’ultimo risale a poche settimane fa: il 9 settembre scorso è stato l’ex presidente del Consìglio a fare visita al leader di Mosca. Dopo un paio di giorni trascorsi a Sochi, nella dacia sul mar Nero di Putin, entrambi sono stati in Crimea, la penisola al centro del conflitto tra Ucraina e Russia. A Sebastopoli hanno deposto un mazzo di rose al memoriale che ricorda i soldati italiani morti durante la guerra di Crimea. La visita ha suscitato la protesta delle autorità di Kiev che hanno dichiarato il leader di Forza Italia «persona non grata».

Il 7 ottobre sarà il compleanno del leader russo, data in cui altre volte in passato Berlusconi gli ha fatto visita.

Il trattato Russia-Nato, in quanto tale, è senza dubbio la piattaforma su cui costruire i rapporti, ma sarebbero stati necessari anche cambiamenti nella politica concreta e questi purtroppo non li abbiamo visti». Berlusconi difende le scelte dell’amico Vladimir Putin e mette in guardia dai rischi di una nuova Guerra fredda. Ma Putin, da parte sua, promette che questo non accadrà: «Qualcuno vorrebbe separare la Russia dall’Europa e l’Ucraina dalla Russia. Ci siamo accorti di questo. A volte coloro che si pongono tali obiettivi riescono nel loro intento, ma questo significa che noi non stiamo lavorando in maniera efficace. Non ci faremo coinvolgere in nessuna nuova Guerra fredda. Non lo consentiremo».

Berlusconi ha sempre difeso le posizioni di Putin sulla Crimea e sull’Ucraina

«Sulla questione dell’Ucraina» sostiene Berlusconi «io sono in disaccordo con la politica dell’Unione Europea e degli Stati Uniti, e con il comportamento della Nato. Il popolo della Crimea parla russo e ha votato con un referendum per riunirsi alla Madre Russia. Le sanzioni intemazionali decise contro cittadini russi considerati vicini a Putin sono assurde. Espellere la Russia dal G8 è stato un errore. Purtroppo, la politica dell’Occidente sull’Ucraina potrebbe riportarci all’isolamento della Russia, come prima che firmassimo il trattato di Pratica di Mare. Sinceramente, in Occidente vedo oggi una totale mancanza di leadership».

I media occidentali sono stati ingiusti con Berlusconi? Putin scrolla le spalle.

«Non ritengo di avere il diritto di indicare gli errori dei media occidentali. Errori ne fanno tutti, i politici come i media. Vorrei sottolineare una cosa. Se la memoria non mi inganna, Berlusconi ha cominciato a fare politica nel 1994. È sceso in politica nel 1993 e nel 1994 è diventato premier, ma prima di allora aveva fatto l’imprenditore per più di trent’anni e non aveva mai avuto alcun problema di carattere giudiziario. Appena ha cominciato a fare politica, nel giro di tre anni è stato oggetto di una trentina di procedimenti penali. Purtroppo, questo è tipico non solo dell’Italia, ma del mondo in generale.»