Senato, la maggioranza trema. Le opposizioni al Colle: «Grasso è fazioso»

Maggioranza in bilico al Senato. Procedono le votazioni sulla riforma costituzionale tra sospensioni, tatticismi e numeri sempre più incerti. Con le opposizioni che si compattano nel criticare il presidente Grasso per la conduzione dell’assemblea e la cancellazione del voto segreto su alcuni articoli essenziali. L’accusa è netta. Ed ora Movimento Cinquestelle, Lega , Forza Italia e Sel intendono investire del problema la suprema carica dello Stato. “Dobbiamo rilevare il venir meno del ruolo di arbitro super partes del Presidente del Senato”. È quanto si legge nella bozza di una lettera che i gruppi di opposizione del Senato vorrebbero inviare al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Lettera che verrà messa a punto dopo la riunione dei gruppi. Le posizioni lamentano che Grasso “esprimendosi costantemente a favore delle istanze della maggioranza, ha portato a gravi violazioni del regolamento in merito alla presentazione e votazione degli emendamenti, in particolar modo di quelli sottoposti a voto segreto sulla delicata materia delle minoranze linguistiche, pregiudicando così la corretta gestione dell’Aula”.

Senato, le opposizioni si appellano al Capo dello Stato

D’altro canto, in una intervista a Repubblica, il capopogruppo di Fi, Paolo Romani, ha lasciato intendere che lo scontro sarebbe stato più duro. “Senza risposte, alzeremo ancora il livello dello scontro”, ha affermato Romani in riferimento alla ‘resistenza passiva’ attuata ieri dalle opposizioni nella discussione sulle riforme. “Penso – aggiunge – che sia arrivato il momento in cui il Capo dello Stato alzi il livello di attenzione rispetto a quanto sta accadendo al Senato”. L’ipotesi ‘Aventino’, spiega Romani, “non è stata mai sul tavolo. Però è chiaro che man mano che si avvicina il momento del voto finale, la situazione diventa più grave. E se non sarà ascoltata neanche la nostra richiesta di mettere mano all’articolo 39 – che collide con l’articolo 2 del ddl Boschi – allora inevitabilmente si alzerà il livello dello scontro”. Ma, precisa, “tutte le forze di opposizione devono decidere insieme cosa fare. E non bastano i capigruppo, bisogna coinvolgere i parlamentari”. “Noi – aggiunge – non possiamo che denunciare con una protesta passiva l’essere ostaggi della maggioranza. E comunque nei voti segreti si sono fermati a 156. Se esclude i dodici di Verdini, sono 144. Insomma, è solo una ‘presunta’ maggioranza”. Romani torna quindi sull’accordo del Nazareno: “Sono stati loro a rompere il patto. Loro a non ascoltare quanto chiedevamo sulle riforme. E sempre loro a mostrare totale indisponibilità a ragionare di modifiche all’Italicum che riequilibrino la legge elettorale”.