Salvini: “Non correrò a Milano. Per il dopo Renzi punto su flat tax e lotta all’UE”

Segretario, che significa «piena sintonia»? «Vuoi dire pieno accordo sul programma per l’Italia nel dopo Renzi». Matteo Salvini e Silvio Berlusconi, per la prima volta, hanno visto insieme una partita del Milan. E parlato, dopo molti mesi, di politica. Poi, ieri mattina hanno diffuso una nota per dire che tra loro c’è stata «piena sintonia». In cosa si è materializzata? «Per esempio, sulle tasse. Siamo assolutamente d’accordo sull’introduzione di un’aliquota fiscale unica, la flat tax. Io dico al 15%, Berlusconi pensa al 20%, ma certamente sul punto abbiamo concordato. E poi sull’Europa».

Sulla flat tax Berlusconi e Salvini sono d’accordo. Meno su euro e UE

Ha convinto Berlusconi a uscire dall’euro, chiede “Il Corriere della Sera”? «Ancora no. Ma per la prima volta siamo stati in piena sintonia sulla pericolosità di questa Europa, sulla sua invadenza. Io resto per la sovranità monetaria, lui ancora no. Ma ci arriveremo». Da calendario, le prime elezioni saranno le amministrative, non quelle che potrebbero sancire il «dopo Renzi». «Abbiamo fatto alcune considerazioni sui principali Comuni che andranno al voto». Ha deciso di candidarsi a sindaco di Milano? «Assolutamente no. Ci vuole qualcuno migliore di me». In Forza Italia per lei fanno un tifo sfrenato. Pensano che se candidasse lei, e il centrodestra perdesse, perderebbe soprattutto Salvini.

Salvini chiude una volta per tutte all’ipotesi di una sua candidatura su Milano

Ma Berlusconi glielo ha chiesto? «Non me lo ha chiesto. Magari ci sarà un qualche loro giochino interno… ». E sul tema del candidato, come siete rimasti? «Loro nei prossimi giorni sentiranno alcune persone, noi ne sentiremo altre e poi ne parleremo. Tutta quest’urgenza non la vedo: guardi come è messo il Pd. Che non farà le primarie: arriverà Renzi e deciderà, alla faccia dei discorsi sulla partecipazione». E il centrodestra le primarie le farà? «Io ho già detto di vederle bene. Però, anche di questo non abbiamo parlato: il modo di arrivare al candidato non importa, quel che conta è l’accordo sulle cose da fare. E poi, non c’è soltanto Milano».