Oltre Salvini e Berlusconi: c’è spazio per una nuova Alleanza Nazionale?

Il gong suone alle 10 di questa mattina quando verranno messe ai voti le mozioni presentate dai vari contendenti. Quella dei cosiddetti “quarantenni” è sostenuta da Gianni Alemanno, Roberto Menia, Italo Bocchino e Mario Landolfi: «Chiediamo un congresso di fondazione per creare un nuovo· partito di destra, sono convinto che in Italia ci sia lo spazio una forza autonoma sia da Salvini che da Berlusconi», spiega percorso l’ex sindaco di Roma. Nessuna confluenza dentro Fratelli d’Italia ma nascita di un’associazione che faccia in pratica da costituente e da casa comune per aggregare entro l’aprile del 2016 tutta la destra.

Nel frattempo il simbolo di An resterebbe “in concessione” alla Meloni.

Dentro questa prospettiva muove con discrezione le sue pedine Gianfranco Fini che non sembra propenso a tornare sulla scena e vede un centrodestra ormai subalterno a Salvini. «La destra italiana non ha bisogno di un altro partito», è la tesi di Fabio Rampelli. capogruppo alla Camera di Fdl. In pillole (è il pensiero di Giorgia Meloni) vorrebbe un allargamento del suo partito attraverso un semplice congresso. Chi vorrebbe lasciare tutto come ora sono i forzisti Gasparri e Matteoli, con una fondazione che garantisca status quo, finanziando iniziave culturali «che ricordino cosa è stata la destra in Italia. «L’idea di fondare un nuovo partito politico è illegale – avverte l’ex ministro Altero Matteoli – noi siamo contrari, non è previsto dallo statuto». E se lo faranno? Ci penseranno i magistrati».

Per Matteoli, rifare AN sarebbe “illegale”

Gli aventi diritto al voto – ricorda “Il Messaggero” – sono circa 620, ieri 350 i presenti, numero destinato a salire oggi. strada per un accordo potreb passare attraverso la mediazione di Ignazio La Russa, che ha assunto per l’occasione il ruolo di pontiere. E l’assemblea del Midas guarda anche l’ex governatore del Lazio Storace interessato dai possibili sviluppi. E con disincanto anche i salviniani di Riva Destra: come Fabio Sabbatani Schiuma: «Non è credibile la riproposizione di un progetto da parte di chi è stato protagonista del fallimento dei destra italiana. Serve una nuova classe dirigente e una nuova leadership che emerge dai tanti giovani consiglieri regionali comme Fabrizio Santori o Galeazzo Bignami».