Roma, Esposito attacca il sindaco: «Ho dato la mia lealtà a un bugiardo»

Anche Esposito, senatore del Pd e assessore dimissionario ai Trasporti di Roma, volta definitivamente le spalle al sindaco chirurgo esternando – una volta per sempre – tutta la sua insofferenza per il comportamento umano e la situazione politica di Marino. «È l’ennesimo colpo di teatro, uno psicodramma personale, io faccio politica non il medico», si sfoga in un’intervista al Mattino Stefano Esposito, che poi, non pago, aggiunge anche: «Basta, Roma deve avere un governo e io sono settimane che corro dietro a scontrini, viaggi in Usa e polemiche. Pure con il Papa».

Esposito attacca Marino

Una riassunto eloquente che, nel mettere insieme una dopo l’altra – e neanche tutte – le ultime cantonate targate Ignazio Marino, sottolinea una volta di più l’insostenibilità di una situazione che si è protratta anche troppo a lungo. «Impossibile stare dietro a uno come lui», prosegue non a caso Esposito dalle colonne del quotidiano napoletano, al quale ha affidato il suo lungo ed estenuato sfogo. «Ha deciso di fare questo ennesimo colpo di teatro, solo l’ultimo di una serie. Ma così testimonia solo come non interpreti più il ruolo di sindaco, ma porti tutta la vicenda su un piano personale. Ma è finita. A breve la vicenda si chiuderà: i 25 consiglieri rassegneranno le dimissioni. Si dimetteranno tutti e 25: le loro firme andranno al protocollo e la finiremo con questa storiaccia. Non è stato fatto ancora, perché uno è fuori e l’altro in ospedale. Presto sarà tutto finito – chiosa polemicamente Esposito – e lunedì arriverà pure il commissario. E amen: basta rincorrere schizofrenie personali». Una metafora medica appropriata, che denuncia tutta la stanchezza psicologica dell’ex assessore dem e sottolinea tutta l’incoerenza manifestata a più riprese dal numero uno del Campidoglio.

«Ho dato la mia lealtà a un bugiardo»

Un’incoerenza che, fedelmente sposata a una palese difficoltà gestionale, ha retto l’urto di Mafia capitale, della gaffe con il Santo Padre, delle fronde interne e delle polemiche sulle assidue assenze di Marino, fino all’affaire capitolino di scontrini e ricevute, delle accuse e delle recriminazioni, solo grazie al fatto che, come lo stesso Esposito ricorda nell’intervista, «Marino non è stato lasciato solo. Anzi, con l’arrivo di Orfini quest’amministrazione è stata protetta e scudata e lui, grazie al Pd, ha avuto la possibilità di governare. Ma la causa di tutto questo è stato lui. Solo Ignazio Marino, che dal Pd ha avuto tutto l’appoggio, ma che poi ha fatto di testa sua. Sbagliando tutto: una serie di errori politici e di comunicazione, uno dietro l’altro. Non era più difendibile». E a questo punto, non ancora pago di quanto fin qui rimarcato ed elencato, Esposito ha affidato anche a Twitter l’ultimo commento a dir poco polemico, seguito alla notizia di Ignazio Marino indagato dalla Procura di Roma per la vicenda delle spese effettuate con la carta di credito intestata al Comune di Roma, lanciandosi nell’affondo finale sferzando l’ennesima stoccata al sindaco chirurgo: «Devo prendere atto di aver dato la mia lealtà ad un bugiardo. Vergogna». Una vergogna celata e rinnegata fino allo stremo da Marino che, ormai da un pezzo oltre le soglie del difendibile, ha fatto sapere che parlerà «assolutamente, con molta tranquillità», ma che lo farà «all’Auditorium: così siamo tutti insieme e parlo una volta sola». Non solo: a voler coprire con una pezza logora, peggiore del buco che deve sanare, è intervenuto anche l’avvocato Enzo Musco, difensore di Marino, che sulla pubblicazione della notizia dell’avviso di garanzia che il sindaco ha ricevuto mercoledì sorso, relativo all’indagine sugli scontrini, ha “ingenuamente” spiegato come fosse «prevista per oggi la comunicazione del sindaco». Guarda un po’ la combinazione…