Riforme, cambia l’elezione del Capo dello Stato. Opposizioni fuori dall’aula

Il Senato ha approvato l’articolo 21 del ddl Boschi sulle riforme, che riguarda le modalità di elezione del Presidente della Repubblica. I sì sono stati 161, i no 3, gli astenuti 5. I futuri Presidenti della Repubblica saranno eletti dai 630 deputati e dai 100 senatori previsti dalla riforma, mentre scompaiono i delegati regionali previsti dall’attuale articolo 83 della Costituzione. L’elezione del Capo dello Stato si svolgerà a scrutinio segreto a maggioranza di due terzi dei grandi elettori nei primi tre scrutini. Dal “quarto scrutinio è sufficiente la maggioranza dei tre quinti dell’assemblea. Dal settimo scrutinio è sufficiente la maggioranza dei tre quinti dei votanti”.

Le opposizioni escono dall’aula

Le opposizioni non hanno partecipato al voto sull’articolo 21 del ddl Boschi sulle riforme. La Lega ha abbandonato i lavori e M5s aveva annunciato di non voler prendere parte al voto. Al momento dello scrutinio, anche i senatori di Sel e FI hanno preso la stessa decisione e non hanno partecipato al voto. Anche Gaetano Quagliariello e Andrea Augello, di Ap, non hanno preso parte al voto. Nel dibattito Quagliariello aveva chiesto una “norma di chiusura” perché il quorum previsto (tre quinti dei votanti) rischia di portare alla paralisi il Parlamento.

La lettera di Forza Italia al Capo dello Stato

I senatori di Forza Italia si sono rivolti al presidente Sergio Mattarella con una lettera in cui, ha spiegato il capogruppo Paolo Romani, “ci siamo lamentati del fatto che ci sia stata totale indisponibilità da parte della maggioranza ad aprire un tavolo sulle regole costituzionali e ci lamentiamo anche del fatto che sono state fatte delle forzature sul regolamento per comprimere il dibattito”. Nel testo non si richiede un incontro al Capo dello Stato, ma “attendiamo rispettosamente una risposta”.