Renzi attacca i magistrati: “Non facciano politica”. Sembra Berlusconi…

Ieri il capo del governo, che inaugurava un grande investimento dell’Enel qui in Cile, teneva a rimarcare il suo rapporto di grande fiducia e consuetudine con Francesco Starace, amministratore delegato dell’azienda elettrica, ma nessuna parola sulle toghe, come se non esistessero, o non fossero meritevole di un commento, che se ne occupino i ministri preposti. Eppure – si legge su “Il Corriere della Sera” – il presidente del Consiglio ha le idee chiarissime sul rapporto tra magistratura e politica e ovviamente non condivide le critiche su Palazzo Chigi che sono arrivate dal congresso dell’Associazione Nazionale Magistrati in corso a Bari.

Renzi non condivide le polemiche dei magistrati

Come ha detto ieri, non a caso, il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, anche il capo del governo pensa che la magistratura «sia oggi molto meno unita che negli anni passati» e anche questo spiega alcune reazioni del suo sindacato, o alcuni attacchi alla funzione esecutiva: colpi di coda di un potere che fu, si potrebbe definirli.

L’idea di Renzi: facciano il loro lavoro e meno politica

In quanto funzionari pubblici, pur se nella loro autonomia, a suo giudizio, giudici e pubblici ministeri «dovrebbero parlare di meno, fare il loro lavoro e meno politica». Insomma, essere sottoposti soltanto alla legge, come vogliono i manuali. Ieri il premier Matteo Renzi ha trascorso una giornata che, a suo giudizio, ha premiato l’orgoglio italiano nella ricerca e nella impresa. Ha visitato il quartiere generale di Atlantia Costanera a Santiago del Cile, dove la società sta realizzando un piano di investimenti di circa 400 milioni di euro e gestisce 100 chilometri di autostrade cittadine, per le quali utilizza la propria tecnologia «free flow», che consente di eliminare i caselli per il pagamento del pedaggio e di adottare tariffe dinamiche. Con Renzi si è discusso della possibile estensione del «modello Santiago» anche in Italia.