Rapinati in casa e picchiati con le spranghe. Ecco cosa succede a chi non reagisce

Rapinati, picchiati e minacciati. Le indagini dei carabinieri del comando provinciale di Ragusa hanno fatto luce sulla violenta rapina in casa da “arancia meccanica” commessa il 6 marzo del 2015 nell’abitazione di una coppia di agricoltori a Marina di Ragusa. Sarebbero quattro romeni, nei cui confronti militari dell’Arma stanno eseguendo un’ordinanza cautelare emessa dal Gip Claudio Maggioni su richiesta del procuratore Carmelo Petralia e del sostituto Valentina Botti. Secondo l’accusa, i quattro con il volto travisato e armati di mazze, spranghe e un fucile, si erano introdotti in un casolare nelle campagne di Marina di Ragusa, abitato da una coppia di agricoltori. Dopo aver tramortito le vittime colpendole con colpi di bastone s’erano impossessati di gioielli, denaro contante e telefoni cellulari. I malviventi si erano fatti consegnare 900 euro in contanti e alcuni gioielli. L’uomo, che aveva accennato ad una reazione, era stato colpito da uno dei rapinatori con una bastonata alla testa che ha provocato una ferita profonda, al punto da costringere la vittima a ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso. Infine, prima di fuggire, questi gentiluomini romeni avevano sparato una fucilata in casa a scopo intimidatorio. Nei giorni in cui si discute della legittima difesa del pensionato di Vaprio d’Arda, Francesco Sicignano, che ha ucciso un albanese che si era introdotto nella sua casa, le storie di italiani che non si sono difesi e ne hanno subite di tutti i colori, spuntano come funghi,