Rampelli: Roma ostaggio del Pd. C’è un accordo segreto tra Renzi e Marino

«I vertici democratici sono ridicoli nel prendere le distanze da Ignazio Marino, ricordo che è stato il Pd romano a scendere pesantemente in campo svolgendo le primarie e scegliendolo Marino tra la rosa dei papabili» Ospite a Unomattina, Fabio Rampelli ha commentato la farsa delle dimissioni ritirate dal sindaco marziano e la drammatica telenovela di queste ore che – ha detto – «tiene in ostaggio la Capitale d’Italia e i romani».

Marino è indecente

Sullo scandalo dei biglietti, il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera ha separato il caso dei biglietti falsi dell’Atac (che riguardano la municipalizzata e non il sindaco dimissionario) e le spese  per cene di “rappresentanza” con parenti e conoscenti fatturate da Marino a spese dei cittadini. «La legge parla chiaro e distingue chi ha un ruolo politico da chi ha un ruolo gestionale».  Che fare? Fratelli d’Italia per primo ha proposto commissariamento di Marino che è ancora commissariabile per due palesi violazioni.

Accordo segreto Pd-Marino

A tre giorni dalla scadenza del mandato secondo Rampelli sarebbe più utile scegliere la via della cosiddetta parlamentarizzazione della crisi capitolina e far partecipare la città al dibattito di queste ore. Fratelli d’Italia – ha aggiunto – sta riflettendo se optare per le dimissioni in massa o attendere i lavori dell’Aula. Certo è che in Italia neanche le dimissioni sono una cosa seria. «Mi sembra evidente – dice ancora Rampelli – che tra Marino e Orfini, ma anche Renzi, ci sia un patto segreto, altrimenti non si spiega questa commedia: il Pd ha  bisogno di ricostruirsi una verginità scaricando il sindaco impresentabile, e Marino ha bisogno di una via d’uscita onorevole. Non a caso Marino è uscito dalla famosa cena di mercoledì dichiarandosi soddisfatto».