Rampelli: lo “ius soli” è una sanatoria, la bloccheremo con il referendum

«Il via libera della Camera alla riforma della cittadinanza rappresenta una sanatoria truffaldina a vantaggio di tutti gli stranieri che, per ottenere la cittadinanza italiana, millanteranno crediti formativi non certificati e non continuativi», denuncia Fabio Rampelli illustrando il suo voto contrario al disegno di legge licenziato dall’aula di Montecitorio e in viaggio verso il Senato.

Rampelli: è falsa cittadinanza

«La proposta – spiega il capogruppo di Fratelli d’Italia – non stabilisce requisiti certi e incontrovertibili sulla fedeltà del richiedente ai principi della Repubblica italiana: non viene sancita, per esempio, la conoscenza della lingua italiana quale elemento indispensabile per ottenere la cittadinanza, non si “pretende”, come si dovrebbe, la conoscenza delle leggi fondamentali dello Stato, tra i quali la laicità, la parità tra uomo e donna, questioni che riguardano soprattutto le comunità islamiche; il rispetto dei diritti dei lavoratori, questione che attiene soprattutto alle comunità cinesi in Italia». Quello che sta per essere varato, nella infondata speranza che il Senato riesca ad apporre modifiche sostanziali, è un provvedimento truffa – aggiunge Rampelli – che crea cittadini di serie A, i neoitaliani, e cittadini di serie B tutti gli altri. Un razzismo alla rovescia».

Una posizione storica

Quella di Fratelli d’Italia è una posizione storica dimostrata già in occasione del question time dell’allora ministro per l’Integrazione Cécile Kyenge sullo ius soli, quando Rampelli intervenne bocciando qualsiasi scorciatoia. «Il conferimento della cittadinanza italiana non deve essere considerato uno strumento d’integrazione culturale ma, a integrazione avvenuta, un modo per esercitare diritti politici, civili e sociali. Ogni sovrapposizione genera pasticci e confusione». La nascita in Italia – spiegava – non può considerarsi un requisito per ottenerla, visto che un bambino figlio di genitori stranieri non è detto che, da adulto, tenga maggiormente alla cittadinanza italiana rispetto a quella del paese di cui è originaria la sua famiglia. Sarebbe un’imposizione odiosa, un atto di razzismo al contrario.

Meloni: chiederemo il referendum

«La geniale soluzione della sinistra per integrare gli immigrati è regalare la cittadinanza e svendere la nostra identità, la nostra storia e la nostra cultura. Per noi – scrive su Facebook Giorgia Meloni – la cittadinanza non può essere un automatismo, ma una scelta che deve essere richiesta e celebrata. Diventare cittadino italiano non può essere un fatto burocratico, ma un atto d’amore». Per questo, ha annunciato la leader di Fratelli d’Italia che ha votato contro la proposta di legge, «raccoglieremo le firme per cancellarla con un referendum abrogativo».