Stacanovisti, solidali e poco sindacalizzati: ecco i giovani italiani under 35

Flessibili, con tanta voglia di lavorare a tutti i costi e anche senza i diritti sindacali acquisiti con le lotte dei padri, generosi con il crowfounding, solidali, green oriented, perennemente connessi, ottimisti verso il futuro e soprattutto imprenditori. È  lo stile di vita dei Millennials italiani, i giovani tra i 18 e i 34 anni, secondo la fotografia di generazione scattata dal Censis per il Padiglione Italia di Expo. I risultati della ricerca Vita da Millennials: web, new media, startup e molto altro se da una parte confermano quel che era ovvio, ossia la loro digital life – (il 94% è utente di internet; l’87,3% è iscritto almeno a un social network; l’84,7% utilizza lo smartphone sempre connesso in rete contro il 52,8% medio; il 61,4% ha acquistato almeno un prodotto o un servizio sul web) – dall’altro riservano più di una sorpresa, spazzando via una volta per tutte quel famigerato choosy bamboccioni, con cui sono stati a torto raccontati.

Innanzitutto emerge la loro voglia di impresa: quasi 32.000 nuove imprese nate nel secondo trimestre del 2015 fanno capo a un under 35, cioè sono nate più di 300 imprese al giorno guidate da giovani, con una crescita del 3,6% rispetto al trimestre precedente a fronte del +0,6% riferito al sistema d’impresa complessivo. E ai giovani si deve più della metà (il 54%) del saldo tra imprese nate e cessate nel periodo. Lo stock complessivo di imprese di giovani è oggi pari a 594.000, cioè costituiscono il 9,8% del tessuto imprenditoriale del Paese. La voglia di impresa è inoltre trasversale ai territori, inclusi i più critici, perché anche nel Mezzogiorno il 40,6% delle imprese nate nel trimestre è riconducibile a un giovane, con un tasso di crescita del 3,5% rispetto al trimestre precedente. La flessibilità inoltre sembra un dato acquisito: un milione di Millennials, emerge dalla ricerca, ha cambiato almeno due lavori nel corso dell’anno. Anche con tutti gli effetti negativi del caso: 2,3 milioni svolgono un lavoro di livello più basso rispetto alla propria qualifica; 1,2 milioni dichiarano di aver lavorato in nero negli ultimi dodici mesi, 4,4 milioni hanno fatto stage non retribuiti. E poi sono gran lavoratori: più di 3,8 milioni di loro lavorano oltre l’orario formale (il 17,1% in più rispetto ai Baby Boomers). Di questi, 1,1 milioni lo hanno fatto senza ricevere il pagamento degli straordinari. A 1,1 milioni di Millennials capita di lavorare anche di notte, a quasi 3 milioni durante il weekend.