Un altro prelato getta fango sulla Chiesa: «La maggioranza dei preti è gay»

La bomba è esplosa e le sue deflagrazioni sembrano infinite. O meglio:il fragore dello scandalo dei preti gay che ha travolto il Vaticano continua a moltiplicarsi all’infinito, rilanciato da dichiarazioni e rivelazioni dell’ultim’ora. Dunque, al coro di coming out sessuali e denunce sociali, si aggiunge oggi anche l’annuncio di Padre Adams, sacerdote gay americano di 73 anni ed ex cerimoniere pontificio, che in un’intervista rilasciata al rpogramma di Retequattro,  La Strada dei Miracoli, ha confermato: «Ci sono veramente molti gay in Vaticano, come fuori, ma non ne parlano mai. Eppure, aggiunge rincarando la dose il prelato, «la maggioranza dei preti sono gay».

Preti gay, l’ultimo “coming out

Non solo: quello che preoccupa di più la Chiesa e che sconvolge la comunità dei fedeli travolta dall’onda d’urto dello scossone dato alla sua struttra e all’immagine di integrità, è il continuo emergere di risvolti finora incofessabili. E allora, entrando nel merito della sua vicenda personale, e relativamente a una presunta relazione sessuale avuta con un importante vescovo polacco, poi travolto da uno scandalo di pedofilia, Adams ha precisato: «Volevo fare carriera e ho fatto questo solo per motivi politici, in molti lo fanno», ma in pochi lo confessano evidentemente, o almeno così era fino aqualche tempo fa. «Il coming out una volta era molto diverso da oggi – ha argomentato infatti Adams a riguardo – oggi è molto più facile. All’epoca non dissi niente al mio vescovo, i preti non parlano di questo aspetto della faccenda. I miei amici preti hanno avuto una vita molto strana, senza amore, senza amici, solo in vacanza avevano una vita sessuale, e così ho pensato che questa non fosse una bella vita», ha tirato le somme padre Adams, protagonista del racconto rivolto al pubblico televisivo.

Lo scandalo, le conseguenze

Ma tutto questo, che conseguenze ha portato alla sua vita sacerdotale, alla sua quotidianità religiosa, alla sua carriera di prelato? In base a quanto riferito dalla redazione della trasmissione non molte sembrerebbe, se è vero che Padre Adams non è mai stato ridotto allo stato laicale e non ha mai subìto una scomunica, (ma solo un allontanamento dalla sua diocesi negli Stati Uniti). Diversa sorte, invece, è toccata a monsignor Charamsa che, intervistato a sua volta da Retequattro, nel corso della stessa trasmissione ha raccontato il day after lseguito alla sua rivelazione pubblica. Il teologo gay, che ha irrotto sulla scena ecclesiastica proprio nei giorni del Sinodo, infatti, è stato allontanato dal Vaticano in seguito al suo coming out, e con l’occasione, dai microfoni della rete Mediaset ha tenuto anche a precisare di non aver preso soldi per rendere pubblica la sua situazione. «Ho sentito orribili descrizioni e accuse su di me – ha detto – come se avessi ricevuto soldi o beni materiali. Ho letto su un giornale italiano che avevo degli sponsor, che ero protetto, come se avessi contratti con editori. Io finora, invece, non ho ricevuto nulla da nessuno, neppure un euro».