La Polonia svolta a destra ma i burocrati di Bruxelles non la prendono bene

Il risultato del voto polacco a Bruxelles era ampiamente atteso, e non lascia tranquilli i vertici dell’Ue. Commenti ufficiali, per ora, non ci sono, se non la lettera di congratulazioni inviata dal presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker al premier in pectore Beata Szydio in cui si promette «cooperazione per rafforzare l’Unione Europea». Significativamente, Berlino e Parigi sono rimaste silenziose, il portavoce del cancelliere Angela Merkel, Steffen Seibert, si è limitato a sottolineare che «la Germania e la Polonia non sono solo stretti partner politici e amici, ma molti polacchi vivono in Germania e si sentono bene. Vogliamo che rimanga così».

A Bruxelles non è piaciuto il voto dei cittadini polacchi

I numeri giunti dallo spoglio hanno confermato la schiacciante vittoria del PiS, con il 38,6% (dal 29,9% del 2011) che dovrebbe consentirgli di governare da solo – si legge su “Avvenire” –  mentre la Piattaforma Civica (Po) del premier uscente Ewa Kopacz è crollata al 22,9% dal 39,2%. Ieri sera risultavano fuori dal Parlamento tutti i partiti di sinistra, mentre è andata molto bene la rockstar ultranazionalista Pawel Kuldz (9,24%). A Bruxelles tutti temono che a reggere le redini del potere polacco non sarà la più moderata e cortese Szydio, ma il sanguigno leader del PiS Jaroslaw Kaczynski, che durante la campagna elettorale si è fatto notare per dichiarazioni anti-Ue e soprattutto contro i migranti, accusati di portare «colera, dissenteria e altre malattie».

Con la vittoria della destra in Polonia, accresce il blocco anti-migranti

A Bruxelles tutti si ricordano l’era in cui era lui premier polacco (2005-2007) : fu ritardata la ratifica del nuovo trattato di Lisbona, ci furono risse furibonde sul bilancio settennale dell’Unione, o sulle nuove relazioni con Mosca. Anche ora sono in vista tensioni, basti dire che il presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, ex premier polacco appartenente alla scon fitta Piattaforma Civica, ha pessimi rapporti con Kaczynski, che lo ha accusato di essere corresponsabile della morte (in un incidente aereo inRussia nel 2010), del fratello presidente Lech. A parte questo, i primi problemi sono già in vista: Varsavia, molto cooperativa con la Kopacz, quasi certamente si schiererà con gli altri mèmbri del gruppo Visegrad (Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia) nella dura opposizione al meccanismo di ridistribuzione dei richiedenti asilo proposto da Juncker e caldeggiato da Merkel, coinvolgendo anche Romania e Bulgaria e approfondendo la spaccatura in seno alTUe. E Varsavia vorrà indurire i toni con Mosca, in un momento in cui invece molti nell’Ue cercano un cauto riawicinamento.