Il pm dà ragione a Scilipoti: non fu corrotto per passare con Berlusconi

Giù il cappello di fronte a Domenico Scilipoti Isgrò, noto alle cronache in uno con il collega Antonio Razzi, per aver inaugurato e animato la stagione dei cosiddetti Responsabili, gruppo di parlamentari eletti con il centrosinistra ma accorsi nel 2010 in soccorso del governo Berlusconi scompensato dall’emorragia di deputati e senatori trasmigrati con il Fli. A Montecitorio Scilipoti vi era approdato in forze all’Idv di Antonio Di Pietro. Il suo passaggio (così come quello di Razzi) non fu mai perdonato dalla sinistra che ne fece immediatamente il principe dei voltagabbana, il simbolo del tradimento politico, la quintessenza della remunerata volatilità parlamentare blindata dal principio del divieto del vincolo di mandato.

Per Scilipoti è la seconda richiesta di archiviazione

Si sa, chi da destra va a sinistra – Verdini docet – lo fa al riparo di mille analisi dotte e ancor più giustificazioni socio-politologiche. Ma chi fa il percorso inverso deve mettere in preventivo un combattimento contro un mostro a tre teste: la satira, la stampa, il tribunale. Un trittico micidiale che Scilipoti ha sperimentato per intero. Prova ne sia che ancora oggi si ricorre al suo nome per indicare il saltafossismo più becero e volgare.

Era stato denunciato per corruzione da Di Pietro

Ma pur sconfitto sul piano mediatico, la sua bella rivincita il buon Scilipoti Isgrò se l’è presa sul terreno può ostico, quello penale, attivato da una denuncia per corruzione presentata nel 2013 dallo stesso Di Pietro. Per un berlusconiano a tutto tondo, quale ormai è il senatore Scilipoti, vincere in procura è come quei gol segnati in trasferta nelle partite di coppa: valgono doppio. Persino scontata, dunque, l’entusiastica dichiarazione con cui il diretto interessato ha accolto la notizia della seconda richiesta di archiviazione (ora dev’esprimersi il gip) da parte del pm: «È la riprova che i miei comportamenti parlamentari e politici nel 2010, quando autonomamente e per senso di responsabilità verso il Paese, decisi di appoggiare il governo Berlusconi erano corretti ed onesti». Niente a che vedere – tiene a precisare – «con le decine di parlamentari che con comportamenti trasformistici si sono spostati da un gruppo all’altro senza valide ragioni legate all’interesse generale». Scilipoti non ci sta ad essere equiparato a tali pratiche e assicura: «Io agii solo per consentire al Paese, in una fase complicata, di poter contare su un governo eletto dal popolo». Insomma, voltagabbana sì. Ma democratico. Giù il cappello!