Passa il “canguro” e finisce con gli sfottò alla Boschi: “Bella ciao”

Come da copione è stato approvato al Senato l’emendamento “canguro” presentato dal dem Roberto Cociancich  che fa cadere tutte le altre proposte di modifica sull’articolo 1 del disegno di legge Boschi. Alta tensione in aula. Le opposizioni sono sulla barricata, le proteste non si placano. Con 177 voti (contrari 57, astenuti 2) ok all’emendamento  viene approvato con il via libera di Pd, Ap (Ncd-Udc), Svp-autonomie, verdiniani del gruppo Ala più alcuni senatori di Gal. In questo modo viene riscritto l’articolo 1 del disegno di legge Boschi. M5s e Lega non partecipano al voto per protesta. Privare il Senato di una discussione nel merito non è giustificabile e più di qualcuno dovrà assumersi la responsabilità, dicono gli oppositori. Nella minoranza Pd, si smarcano Corradino Mineo e Walter Tocci (che si esprimono col pollice verso) più Felice Casson (che si astiene).

“Canguro”: bagarre e sfottò in aula

Prima durante e dopo il via libera all’emendamento cosiddetto “canguro”, il clima è stato incandescente. Ma dopo l’ok è bagarre e sfottò. Sui banchi del M5S spunta una foto del ministro per le Riforme Maria Elena Boschi con sotto la scritta “Bella Ciao” per protestare contro il sì dell’Aula all’emendamento che di fatto ha fatto decadere tutte le altre proposte di modifica all’articolo 1 del ddl. Insorge la Lega dai banchi dell’aula. All’attacco Roberto Calderoli: «Ho scritto due righe a lei indirizzate in cui ho chiesto di acquisire l’originale dell’emendamento», ha detto in Aula a Pietro Grasso. «Dopo che il senatore Russo ha dubitato dell’autenticità dei miei emendamenti», ha detto Calderoli, «voglio vedere anche io le copie autentiche, la firma autentica. Ho massima stima di Cociancich che non solo è un galantuomo ma anche un ottimo senatore che lavora sempre. Posso anche notare come ieri era scuro e che nulla è stato illustrato del suo emendamento anche se era nella sua potestà. Avrebbe detto a più persone che ignorava la portata del suo emendamento. Qui si è davanti a una truffa politica. Si chiama falso in atto pubblico. Chiedo di verificare non già la volontà del senatore Cociancich, io voglio sapere chi ce lo ha portato quell’emendamento. Voglio vedere se la firma è a prova di perizia calligrafica». Ci ha messo una “pezza” Angela Finocchiaro dicendo che il “canguro” riproduce un suo emendamento.