Papa Francesco: «Chiedo perdono per gli scandali a Roma e in Vaticano»

I preti sporcaccioni e quelli intrigranti che in questi giorni occupano le cronache nazionali stanno creando grande fastidio al di là del Tevere, al punto da spingere Papa Francesco a intervenire con un atto di contrizione.  «Gesù è realista ed è inevitabile che vengano scandali, ma guai all’uomo a causa del quale avviene lo scandalo, io – ha detto il Papa – vorrei prima di iniziare la catechesi, in nome della Chiesa chiedervi perdono per gli scandali che in questi ultimi tempi sono caduti sia a Roma che in Vaticano, vi chiedo perdono». Il Papa ha formulato la sua richiesta di perdono per gli scandali subito prima di cominciare la catechesi della udienza generale, dedicata ai bambini. Non ha aggiunto altro oltre alle parole a braccio, né ha fatto esempi su a quali scandali si riferisse. Ma non è difficile capire di che cosa si possa trattare, vista la torbida vicenda dei carmelitani scalzi di un aprrocchia vicino a Villa Borghese e viste anche le polemiche che circondano in questi giorni il Sinodo sulla famiglia.

Sulla vicenda della lettera inviata al Papa da 13 cardinali è tornato, in una intervista pubblicata da La Stampa e dal Secolo XIX, il vescovo di Albano, Marcello Semeraro, membro della commissione incaricata di redigere il testo finale del Sinodo. «L’opinione generale che ho percepito tra i padri è un senso di disgusto. Al di là del contenuto, l’averla resa pubblica è parso un atteggiamento non solo scorretto, ma con dei fini poco nobili. Un’azione di disturbo». Per quanto riguarda la questione della comunione ai divorziati, il prelato ha confermato che si tratta di uno dei temi discussi dai vesvovi. «Si tratta di una domanda nuova – sottolinea il vescovo – e la vita della Chiesa non è fatta a tavolino. Tutta la storia della Chiesa, la storia dei dogmi, è sempre stata legata a domande, a problematiche, alle quali poi si è risposto, a volte con fatica. Ci vuole tempo».