Ora tutti ai remi per rilanciare la destra italiana: una sfida che dobbiamo vincere

Esiste, in tutti i fatti, anche se non sempre immediatamente percepibile,  un’intelligenza della storia. L’assemblea della Fondazione Alleanza Nazionale ha certificato che il percorso coraggioso che ha portato alla nascita di Fratelli d’Italia è l’unico percorso possibile per ricreare un movimento di destra consistente e credibile. Ne aveva già preso atto Francesco Storace, dopo rapporti reciprocamente travagliati,  ne avevano preso atto altri gruppi.

L’assemblea della Fondazione An ha indicato la strada

Certo, Fratelli D’Italia è un movimento largamente perfettibile e per ora con dei limiti. Ma è il meglio che c’è in campo e probabilmente il massimo realizzabile in questo momento. Non è tempo di rancori, di rivendicazioni, di rivincite impossibili. Ciascuno umilmente deve mettersi a disposizione, anche perché ce n’è una grande necessità e ciò può far crescere il Movimento e ciascuno. È evidente che il singolo demansionamento, rispetto a ruoli prestigiosi precedenti, può essere frustrante. Ma è cosi per tutti e se uno crede nelle idee e nel futuro non è doloroso, anzi è una sfida verso se stessi e verso la comunità di cui si è parte. Quindi accantonate le “belle speranze”, torniamo tutti con i piedi per terra e costruiamo l’allargamento di Fratelli d’Italia. C’è chi non vuole starci, ma questo è un problema personale. Una piccola fase di tregua e poi come diceva Giorgio Almirante, “tutti ai remi” . L’importante è dire basta alle “sette”, dentro e fuori Fratelli d’Italia. La setta e i cerchi magici, di per sé creano  un altro centro direzionale rispetto a tutto e inevitabilmente entrano in conflitto con tutto il resto. Il Movimento deve avere un unico riferimento che sono i suoi organi interni, dalla Presidenza Nazionale alla Direzione, alla Assemblea Nazionale agli organi periferici. Ogni altra organizzazione è frazionistica e va esclusa.

Un grande movimento è sempre pluralista

Non è possibile far parte di più organizzazioni, a meno che non si tratti di associazioni collaterali di settore. Su questo un piccolo movimento, per ora si gioca il suo futuro. Un grande movimento può ammettere correnti o pluralismi che un piccolo movimento non può contenere o tollerare, pena la paralisi. Quelli in buona fede entreranno in Fratelli d’Italia e cercheranno di migliorarla. All’interno sono in tanti ad essere disponibili, anzi ad attendersi, non da oggi, questo passo. Quelli che hanno altri progetti andranno per la loro strada, a mio parere ancora una volta fallimentare. A meno che sia un problema di sistemazione personale e questa allora e’ un’altra storia. C’è una prateria di impegni e di battaglie da fare che possono radicarci e portare al successo le nostre idee e la nostra comunità di destra.