Obama travolto dal protagonismo di Putin: USA all’angolo sulla Siria

I due sconfinamenti di jet militari russi in Turchia, un Paese della Nato, danno consistenza ai peggiori timori degli strateghi del Pentagono perché ora si delinea anche un intervento di terra dei soldati russi. Il ministro della Difesa di Mosca ha definito un errore l’episodio di venerdì, ma gli esperti americani sono più propensi a ritenere che si sia trattato di una provocazione. Gli sconfinamenti aerei, del resto, si sono ripetuti domenica. Per la prima volta da molto tempo a questa parte il rischio di uno scontro tra forze russe e della Nato diventa concreto.

Protagonismo della Russia sta mettendo in dubbio tutta la politica estera di Obama

Sconcertato il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest: nel briefing quotidiano – ricorda “Il Corriere della Sera” –  ha ammesso che, nonostante gli annunci fatti da Mosca in questo senso, dal campo non vengono segni di una reale volontà russa di concentrare gli attacchi contro i terroristi dell’Isis. «I russi dicono una cosa e ne fanno un’altra», sostengono fonti ufficiose del Pentagono mentre il ministro della Difesa Usa, Ashton Carter, in viaggio in Europa (Italia compresa) in preparazione di un vertice Nato, ha detto che i russi «stanno gettando benzina sul fuoco» rendendo, se possibile, ancora più ingestibile il conflitto siriano: ora che si delineano operazioni di terra dei militari di Mosca, infatti, 40 gruppi di ribelli anti-Assad mostrano di volersi coalizzare «contro l’invasione russo-iraniana».

Gruppi anti-Assad pronti a combattere contro Russia e Iran

Ankara accusa Mosca e il Segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, torna a chiedere a Putin di «fare i passi necessari per allineare i suoi sforzi a quelli della comunità internazionale per combattere lo Stato Islamico». Fin qui il presidente russo ha promesso a parole ma ha seguito un’altra linea nei fatti. E alla Casa Bianca ci si chiede se non avessero ragione quei consiglieri che avevano suggerito di evitare un incontro diretto Obama-Putin nel timore che la cosa, rotto l’isolamento, avrebbe reso il leader russo ancor più baldanzoso.