Obama era stato avvertito dei raid russi. Ma ha fatto finta di non sapere

Gli efficaci raid russi contro i terroristi dell‘Isis in Siria stanno preoccupando oltremisura gli Stati Uniti, che si vedono strappare la leadership della lotta al terrorismo mondiale. Infatti, dopo anni di bombardamenti su Iraq, Afghanistan, Siria da parte Usa, il terrorismo è più vivo che mai, complici anche gli aiuti che Washington ha fornito e continua a fornire a oscuri gruppi fondamentalisti siriani. L’importante per il Pentagono è che siano anti-Assad, che è il legittimo presidente siriano. Per questo probabilmente gli Stati Uniti hanno rifiutato la proposta russa di un vertice a Mosca sulla questione siriana e anche l’invio a Washington di un’alta delegazione russa con a capo il premier Dmitri Medvedev. Lo ha rivelato il capo della diplomazia di Mosca, Serghiei Lavrov, che ha reso noto anche un altra gravissima circostanza: il presidente americano Barack Obama è stato informato dell’intenzione della Russia di attaccare l’Isis in Siria durante l’incontro a New York con il leader del Cremlino Vladimir Putin, ha detto il ministro degli Esteri russo, aggiungendo che anche la proposta del Cremlino di mandare a Washington una delegazione russa guidata dal premier Medvedev per discutere della situazione in Siria era stata avanzata durante il bilaterale a fine settembre.

Proseguono con successo i raid russi in Siria

Intanto l’aviazione di Mosca sta facendo arretrare i terroristi del Califfato: le forze aeree russe hanno condotto 41 raid contro 40 obiettivi dell’Isis in Siria. Lo fa sapere il portavoce del ministero della Difesa di Mosca, generale Igor Konashenkov, precisando che gli attacchi si sono svolti nelle province di Aleppo, Idlib, Latakia, Hama e Deir el-Zor. I russi sostengono di aver colpito nelle ultime 24 ore punti di comando, depositi e officine per la produzione di armi e ordigni. Per quanto riguarda la richiesta di dimissioni di Assad da parte dei fondamentalisti, essa «è l’esecuzione diretta della logica dei terroristi», ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. «Prima – ha dichiarato Zakharova – la comunità internazionale nelle questioni della lotta al terrorismo non richiedeva di accettare le loro richieste e parlava con una singola voce. Come mai?». Intanto anche Hillary Clinton cerca di conquistare spazio e voti strillando contro la Russia: «Non accetteremo mai che il presidente russo Vladimir Putin crei il caos in Siria», ha infatti detto la candidata democratica alla Casa Bianca durante un dibattito in diretta tv sulla Cnn. Ma Mosca non sta creando caos, anzi: «Mosca è pronta a lavorare» con l’alleanza Forze Democratiche della Siria e ritiene che «molti gruppi al suo interno, per esempio curdi e cristiani siriani, non appartengano a nessun gruppo terroristico», ha detto ancora il ministro Lavrov intervenendo alla Duma. «Allo stesso modo – ha proseguito Lavrov – eravamo pronti a collaborare con l’Esercito libero siriano, ma questa nuova struttura è stata apparentemente creata al posto dell’Esercito libero siriano».