Nordafricani bloccano un paese: non avevano ricevuto la “paga” da migranti

Una quarantina di migranti dell’area sub-sahariana ospitati in un centro di accoglienza straordinario di Triscina, frazione a 12 chilometri da Castelvetrano (Trapani), nel pomeriggio di venerdì hanno bloccato entrata e uscita dalla borgata marinara collocando alcuni cassonetti della spazzatura lungo la strada d’ingresso alla località. La protesta, durata quasi un’ora e rientrata dopo l’intervento degli agenti del commissariato, giunti sul posto con i carabinieri, è stata attuata per il ritardo nel pagamento del pocket money, la diaria giornaliera riservata agli stranieri nei centri di accoglienza. Il dirigente del Commissariato Giovanni Modica, come riporta il sito Castelvetranonews, ha fatto opera di convenzione dicendo loro che “questa protesta non avrebbe portato i soldi che probabilmente per motivi burocratici stentano ad arrivare.” Lo stesso dirigente ha assicurato una sollecitazione anche in Prefettura in tal senso. Intorno alle 16,15 gli extracomunitari hanno lasciato pacificamente il posto di blocco facendo ritorno nell’albergo che li ospita. Non è la prima volta che i richiedenti asilo politico fanno questa forme di protesta.

Le barricate dei migranti: se ne registra una al giorno

 

La tecnica delle barricate per strada e con i metodi forti è diventata ormai prassi nei centri d’accoglienza per i migranti di tutta la penisola. Momenti di tensione si sono registrati 24 ore prima in un albergo in disuso, adibito a centro di accoglienza per profughi a Villanovaforru, in provincia di Cagliari. Una ottantina di nordafricani, arrabbiati per non aver ancora ricevuto il “pocket money” hanno iniziato a rovesciare letti, divani e svuotare cestini dell’immondizia. Con una delicata opera di mediazione, la situazione e’ tornata presto alla normalità grazie all’intervento dei militari dell’Arma. Meno di una settimana prima un caso analogo si era verificato in Toscana, in un centro di accoglienza in provincia di Grosseto, dove una ventina di immigrati africani avevano bloccato la strada statale piazzando panchine e tavoli, paralizzando il traffico della zona. In quel caso, alla base della protesta, c’è stato il ritardo con cui il pasto serale è stato loro recapitato ed il fatto che le pietanze sono arrivate fredde.