Mosca lancia l’allarme: «L’Isis sa produrre armi chimiche. E già le usa»

Un nuovo allarme Isis arriva da Mosca: i terroristi del Califfato hanno le tecnologie per produrre armi chimiche ed esistono prove del fatto che le usano. A rivelarlo è stato il capo del Dipartimento per la non proliferazione delle armi del ministero degli Esteri, Mikhail Ulianov, nel corso di una intervista all’agenzia russa Tass.

«Ci sono prove contro l’Isis»

«Sono stati registrati molti esempi di uso di armi chimiche in Siria e in Iraq da parte di miliziani dell’Isis», ha detto Ulianov, spiegando che «nel caso dell’Isis non si tratta solo dell’uso di cloro a scopi militari, cosa di cui è di solito accusata Damasco sebbene non ci siano ancora prove». Il funzionario del ministero degli Esteri ha chiarito infatti che «ci sono prove contro l’Isis sull’uso di vere armi chimiche, iprite, e forse lewisite, la cui produzione richiede l’uso di tecnologie piuttosto complesse». Un allarme simile era già stato lanciato anche dagli Stati Uniti in agosto, facendo particolare riferimento a un attacco con armi chimiche contro i peshmerga curdi nel nord della Siria.

Mosca verso la distruzione totale delle proprie armi chimiche

Ma nel corso della stessa intervista Ulianov si è soffermato anche sulla presenza di armi chimiche in Russia, spiegando che Mosca ha distrutto finora «quasi il 92%» delle proprie scorte, accumulate dall’epoca sovietica, e che il Cremlino intende completare l’eliminazione di queste armi dai propri arsenali «non più tardi del 2020».