Messina ancora senz’acqua: ira degli abitanti e impotenza della politica

È emergenza idrica a Messina, dove i cittadini da una settimana sono senz’acqua per un guasto alla condotta dell’acquedotto di Fiumefreddo, che si è danneggiato per una frana nel comune di Caltabiano (provincia di Catania). Nelle città dello Stretto c’è un clima da dopoguerra, con scuole, Università e uffici pubblici chiusi, e esercizi commerciali con le serrande sbarrate. I residenti in fila sono costretti a ore di attesa per riempire un bidone d’acqua dalle poche autocisterne, dislocate in differenti punti della città. C’è un rischio igienico sanitario, e la Prefettura ha istituito un’unità di crisi e chiesto al governo nazionale e all’esercito l’arrivo di altre autobotti e di una nave cisterna.

Purtroppo le previsioni meteo su Messina non fanno presagire nulla di buono

Nel palazzo del governo – si legge su “Il Messaggero” – c’è stato anche un tavolo tecnico per trovare le soluzioni adatte a risolvere l’emergenza. Al termine dell’incontro, Luigi La Rosa direttore dell’Amam, la partecipata comunale che si occupa dell’acqua, ha presentato diverse ipotesi per risolvere la questione dal punto di vista tecnico: «Cercheremo innanzitutto di accordare i tempi per riparare la condotta, ma è franato di nuovo il terreno rendendo impossibile un intervento risolutivo. Purtroppo poi, le previsioni meteo non fanno presagire nulla di buono e i lavori bero protrarsi per giorni. Allo stesso tempo, stiamo valutando l’ipotesi di un bypass tra l’acquedotto dell’Alcantara e quello di Fiumefreddo, che potrebbe essere determinante almeno nel breve periodo». Il Prefetto di Messina Stefano Trotta ha comunicato inoltre, che «si è deciso di incrementare i mezzi necessari al rifornimento con l’ausilio della Protezione civile regionale».

Anche i Verdi chiedono le dimissioni del Sindaco Accorinti

Il sindaco di Messina Renato Accorinti si difende dalle critiche e denuncia una speculazione da parte di chi avrebbe potuto fornire l’acqua. «Quella della condotta dell’Alcantara ad esempio – spiega – è un altra fonte importante dalla quale potevamo attingere per questa emergenza, ma ci sono problemi. Solo ³ï percentuali basse è nelle mani della Regione Sicilia, per il resto è proprietaria una multinazionale francese. Quest’ultima vende acqua ad un prezzo insostenibile, e altre amministrazioni in passato per pagare si sono indebitate». Diverse forze politiche però, chiedono le dimissioni del primo dttadino. Tra questi i Verdi, che in campagna elettorale avevano appoggiato Accorinti.