Meloni: “Oggi lo scontro è tra i diritti di molti e gli interessi di pochi”

«Oggi lo scontro non è più tra destra e sinistra, ma tra i diritti di molti e gli interessi di pochi. La sinistra di oggi è attenta solo alle lobby, alle multinazionali e alla grande finanza internazionale, mentre massacra il popolo». Lei decolla col 28% dei consensi, ma Fratelli d’Italia resta al 4%. «Siamo in un’epoca post ideologica dove le persone valgono più dei partiti. Chi ha visibilità porta un valore aggiunto rispetto al movimento. Vale per Renzi e il Pd, per Grillo e i Cinque stelle, per Salvini e la Lega». E per Berlusconi con Forza Italia? «Per lui è valso più di tutti, ma ha fatto la sua parabola».

Meloni: “Siamo in un’epoca post ideologica dove le persone valgono più dei partiti”

Renzi e Salvini sono suoi coetanei. Le piace qualcosa dei due Matteo? «Di Renzi apprezzo il coraggio. Peccato però che sia ai limiti dell’incoscienza: quando si ha in mano la vita delle persone non si deve giocare d’azzardo. Con Salvini condividiamo le battaglie, abbiamo la stessa idea di politica. Non mi piacciono, però, alcuni retaggi di un’altra Lega che Matteo sta cercando di superare. L’unicità dello stato nazionale è per me il primo dei valori». Servirà un centrodestra unito per vincere. Chi lo guiderà? «Il leader va scelto alle primarie. Se qualcuno ha altre idee che non siano “sediamoci a cena ad Arcore e decidiamo” le sottoponga».

Sulle primarie: “Penso sia il tempo dell’umiltà, del chiedere alla gente”, spiega la Meloni

Si vede leader, chiede il settimanale “Gente”? «Mi piacerebbe che le mie idee vincessero. La politica non deve mai essere una questione personale. Abbiamo visto i risultati a Roma». Eppure c’è chi pensa che Ignazio Marino sia vittima di un sistema. «Se non governi un sistema non devi pretendere di farne il sindaco. Roma è un’amministrazione complessa e la sfida è non rimanerne schiacciati. Lui non ne aveva le capacità. Non conosceva la città e i suoi frequenti viaggi negli Stati Uniti erano per costruirsi “il dopo”. Sapeva che non sarebbe durato ancora a lungo». «Inadeguato ma non mafioso» l’hanno definito tanti vip, tra cui Sabrina Ferilli. «Siamo abituati al meno peggio, ma io per la mia città pretendo il migliore. Uno che non sia mafioso e sia capace. Il malaffare va combattuto, non basta esserne fuori». Potrebbe essere lei il candidato sindaco del centrodestra? Sospira. «Non è ancora tempo di parlarne. Noi chiediamo le elezioni subito. Mi auguro che Renzi non faccia lo scherzo di rimandarle dopo il Giubileo».