Marino ormai senza ritegno: «Mi potrei candidare alle primarie del Pd»

«Se si faranno le primarie nel Pd, è possibile che ci sia anch’io». Un Ignazio Marino senza ritegno, senza freni inibitori parla a tutto campo intervistato da Repubblica, come se nulla fosse accaduto nelle ultime settimana. Mentre c’è un braccio di ferro sempre più teso e con toni via via più aspri tra il sindaco dimissionario e il Partito democratico, dopo che è arrivato via Twitter l’attacco di Matteo Orfini, il sindaco marziano progetta il suo ultimo colpo di scena, l’ultima beffa ai romani.

Marino fuori dalla realtà: ultimo colpo di scena?

«Se si faranno le primarie nel Pd, è possibile che ci sia anch’io», minaccia, spiegando di non aver ancora deciso se confermare le proprie dimissioni. «La legge mi dà 20 giorni per verificare se la mia esperienza è davvero finita o se ci sono le condizioni per rispettare il partito che mi ha eletto alle primarie con il 52%, parlo del Pd e di Sel, e al ballottaggio con il 64%», dichiara come se le lancette della politica per lui fossero rimaste indietro di qualche anno. «Io sono un nativo del Pd, e penso che questa sia una crisi politica, che vada riportata dentro i confini della politica. E’ una questione che deve essere valutata dal Pd”, afferma Marino. Il Pd l’ha già valutato e condannato, forse Marino non se ne è accorto, o finge di non accorgersene, nella ferma volontà di scaricare tutto il fallimento politico della sua giunta sul partito. «Questa è la sfida della mia vita», afferma infatti Marino, «e io voglio vincerla». Debole le sue riposte sulla vicenda scontrini. Marino dice che «forse è stato un errore». Poi nell’intervista Marino annuncia l’arrivo di 38 milioni nelle casse del Comune: «Potremo comprare nuovi autobus, riparare le linee delle metropolitane…».