Su Marino cala il sipario: Renzi ordina le dimissioni di massa dei “piddini”

L’appuntamento è per le 14 al largo del Nazareno con all’ordine del giorno l’ipotesi delle dimissioni incassa dei consiglieri del Pd quale risposta alla possibilità da parte di Ignazio Marino di ritirare le dimissioni. È l’ultimo atto di uno scontro frontale e totale che ha messo in ginocchio il Pd romano e nazionale. Lo stesso Matteo Renzi sta sudando le classiche sette camicie per sfuggire all’abbraccio letale del sindaco dimissionario. Una situazione insostenibile che il leader-premier ha scaricato sull’altro Matteo, Orfini, nominato in estate commissario dell’Urbe con la missione – rivelatasi finire impossible – di ricondurre ragione il primo cittadino.

Orfini convoca i consiglieri al Nazareno per far cadere Marino

E proprio per iniziativa di Orfini è stata convocata la riunione odierna con l’obiettivo di infilare Marino nel caso costui si risolvesse a ritirare le dimissioni. In ogni caso e comunque vada a finire la telenovela del Campidoglio, il Pd sarà costretto a pagare dazio in termini elettorali: se Marino ritira le dimissioni e l’operazioni dimissioni di massa non riesce, Orfini dovrà trarne le logiche conseguenze e dimettersi dall’incarico. Se riesce, resta invece il problema di un Marino incarognito dall’atteggiamento di netta chiusura nei suoi confronti da parte del suo stesso partito, al quale cercherà di farla pagare in tutti i modi, a cominciare dal presentarsi in veste di ospite sgradito alle primarie che il Pd capitolino celebrerà per l’individuazione del candidato a succedergli nella corsa al Campidoglio

Comunque vada, per il Pd sarà un tracollo elettorale

Con tanta posta in palio, è davvero difficile che Renzi sia del tutto indifferente alla vicenda romana. Il leader-premier è troppo consapevole che l’atteggiamento di Marino gli potrebbe costare più di una battaglia parlamentare perduta. Improbabile, dunque, che la segua solo attraverso Orfini – con il quale, per altro, i rapporti si sarebbero molto raffreddati – e non direttamente o anche attraverso e leve del governo. Ma ora siamo al rush finale. Chi sopravviverà tra il Pd e Marino è davvero questione di ore.