Le mani di Buzzi sull’EUR: dirigente comprata con mazzette da 2500 euro

«Mi servono due e cinque per la cicciona», «si è fatta compra subito». Cosi Salvatore Buzzi, capo della cooperativa sociale “29 giugno” e braccio destro di Massimo Carminati, parlava di della Logorelli, dirigente preposto al Settore verde di Eur Spa, accusata di corruzione e finita ieri agli arresa domiciliari. Secondo l’accusa Logorelli, 50 anni, «per il compimento di atti contrari ai doveri del suo ufficio», avrebbe ricevuto «a più riprese» somme di denaro in contanti pari a 2.500 euro mensili da Buzzi.

Buzzi si vanta dell’acquisto del dirigente pubblico infedele

Gli accertamenti del Ros carabinieri riguardano il periodo compreso tra il mese di dicembre 2013 e il novembre dello scorso anno. «Dal febbraio 2014 sino al 3 luglio 2014», si legge nell’ordinanza di Flavia Costantini, Gip del Tribunale di Roma, «venivano intercettate ulteriori telefonate tra Buzzi e Clelia Logorelli, riguardanti argomenti di lavoro. A partire dallo scorso agosto 2014, invece, sono emersi ulteriori pagamenti, pari a 2.500,00 euro, che lo stesso Buzzi effettuava all’intemo di Eur Spa, in favore di una donna, denominata la “cicciona”, che appare ragionevole identificare proprio nella Logorelli». Nel corso di una conversazione intercettata il 12 dicembre 2013, Buzzi raccontava di essersi recato all’Eur e che Logorelli si sarebbe «fatta compra subito». «Poi sono andato … all’Eur a pari.., a compramme … quella che mi controlla… niente, si è fatta compra subito …», diceva Buzzi. In un’altra intercettazione Buzzi si rivolge a un collaboratore e chiede: «Senti.. dalla cicciona ci sei stato?» E si sente rispondere: «Chi è la cicciona aohh». «All’Eur!». «Ehh so andato questa mattina».

Ogni giorno viene arrestato almeno un dirigente pubblico

A quel punto – si legge su “Libero” – Buzzi aggiunge: «Ahh.. vabbè peccato… perché volevo.. volevo .. (ride) non tè l’ho detto volevo un pò diminuì. Vabbè poi tè .. poi ne parliamo domani». Il gip Costantini che ha messo Logorelli ai domiciliari ne sottolinea «la spiccata pericolosità sociale» e «il concreto ed attuale pericolo di reiterazione dei reati della stessa specie». È di cinque anni di reclusione invece la richiesta del pubblico ministero Luca Tescaroli per Claudio Gaudenzi e Raffaele Bracci i due imputati di “Mafia capitale” che hanno ottenuto di essere processati con rito abbreviato per l’accusa di usura dal gup Anna discuoio. Secondo l’accusa i due erano contigui del boss Carminati.