Madrid, addio presepe. La sinistra non vuole “offendere” i musulmani

Presepe a rischio nella cattolicissima Spagna. È l’ultimo fuor d’opera della nuova amministrazione di sinistra guidata da Manuela Carmena. La motivazione, ormai un must della sinistra, è noto: il simbolo della natività rappresenterebbe un’offesa per gli altri culti religiosi.

Madrid cancella il presepe

Insomma per il prossimo Natale i madrileni potrebbero non trovare il tradizionale presepe nel Palacio de Cibeles, sede storica del municipio. La decisione, non ancora definitiva, ha già scatenato un putiferio di polemiche. La prima cittadina di Madrid, infatti, considera che non tutti i cittadini si identifichino con la rappresentazione della nascita di Gesù, «un simbolo indiscutibilmente religioso». Tanto basta per mandare in soffitta il tradizione presepe natalizio che, spiega la Carmena, non è «patrimonio esclusivo» dei cattolici. Tra le ipotesi il trasferimento del presepe allestito di solito nella Plaza Mayor, già affollatissima per la presenza delle tradizionali bancarelle natalizie.

La sinistra ha paura

Anche l’Italia non è immune dalla tentazione di sopprimere il “pericoloso” presepe. Sono molti i Comuni di sinistra che hanno intenzione di rompere con la tradizione per non disturbare le migliaia di musulmani sul territorio. A Milano, ad esempio, il sindaco Giuliano Pisapia, di provata fede progressista, da anni ha cancellato il presepe nel cortile di Palazzo Marino. Lo scorso anno si era anche diffusa la voce di un divieto comunale per la realizzazione di presepi nelle scuole, cosa che poi è stata nettamente smentita dalla giunta milanese.