Loveitaly! Ecco come salvare il nostro tesoro artistico dalla poltrona di casa

Ci indigniamo se alla prima pioggia rotola un sasso negli scavi di Pompei? Ce la prendiamo con i turisti se il Colosseo non è spolverato e incerato come i pavimenti di casa nostra? Ci fanno orrore quelle dichiarazioni d’amore per la fidanzata o la squadra del cuore sui lastroni in marmo delle fontane nelle nostre meravigliose città d’arte? Da oggi, meno chiacchiere e più portafogli per tutti, con un contributo da casa che vi trasformerà da spettatori in mecenati: semplici cittadini ma anche imprenditori, politici, istituzioni. Chiunque puà trasformarsi in “monuments man” grazie al progetto dell’associazione senza fini di lucro LoveItaly! che punta al salvataggio del più grande patrimonio culturale al mondo con una grande operazione di “crowdfunding”, iniziativa presentata nella sala della stampa estera di Roma.

Loveitaly! punta a creare una comunità di mecenati

«Creare una comunità globale che partecipi attivamente alla salvaguardia del patrimonio culturale italiano attraverso la potente energia del crowdfunding e con il faro della totale trasparenza e tracciabilità dei fondi raccolti», è l’ambizioso progetto di LoveItaly!, che intende creare un movimento internazionale che, partendo dal basso, dalle donazioni della gente, raccolga intorno all’obiettivo di restituire centralità al nostro patrimonio culturale tutti gli attori interessati: istituzioni, università, musei, istituti di belle arti, stampa internazionale e aziende sensibili al tema della valorizzazione della cultura italiana. LoveItaly! ha così ufficialmente aperto le prime due campagne di crowdfunding: la prima riguarda il restauro del Cubicolo 3 della Domus del Centauro a Pompei, una stanza del II secolo a.C. ricca di decorazioni in I stile pittorico. Il secondo progetto è il restauro, ad opera dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, di uno straordinario sarcofago di età imperiale custodito nella Galleria Corsini di Roma. «Attraverso i social contiamo di raggiungere milioni di persone e di creare una comunità globale che partecipi attivamente — ha detto Luigi Capello, co-fondatore e amministratore delegato di LVenture, il gruppo che ha donato la tecnologia e la comunicazione, oltre a qualche migliaio di euro — . Con il progetto, vogliamo contribuire a creare un senso di attaccamento e di rispetto per il nostro patrimonio culturale». Sulla nuova sinergia tra pubblico e privato che sta nascendo, nell’ambito delle risorse finanziarie destinate ai beni culturali, è intervenuto Fabio Galeandro, funzionario archeologo della Soprintendenza Speciale per Pompei, Ercolano e Stabia: «Con il Grande Progetto Pompei – ha affermato Galeandro – è in atto un importante intervento finanziato dalla Comunità Europea. Questa iniziativa, tuttavia, sta volgendo al termine e per Pompei una formula come quella di LoveItaly! è interessante in quanto istituisce una relazione nuova con i monumenti, in cui la nostra competenza specialistica incontra l’emozione degli appassionati».

Se i turisti scappano da Roma ci sarà un perché…

A sottolineare che l’Italia, con circa 48 milioni di turisti all’anno e il maggior numero di siti Unesco al mondo, sia chiamata a rivedere le scelte in tema di cultura è stato Richard Hodges, Presidente di LoveItaly! : «Petrolio, – ha dichiarato Hodges – è questa la parola giusta per descrivere il nostro patrimonio culturale: abbiamo il petrolio ma finora l’abbiamo gestito male. Nel 2012 Roma è stata la 12esima città più visitata al mondo, ma i visitatori vengono per due giorni e scappano. Dobbiamo imparare a farli restare, a non visitare solo il Colosseo o il Foro Romano, e ciò è possibile solo se introduciamo innovazione e investiamo sui giovani, la carta su cui puntare per il futuro dei beni culturali».