L’ira di Israele sulla Francia: «Sulla Spianata delle Moschee decidiamo noi»

Si fa teso il clima tra Israele e Francia dopo che il governo di Parigi ha lanciato la proposta di inviare osservatori internazionali sulla Spianata delle Moschee a Gerusalemme. Il ministero degli Affari esteri israeliano ha convocato l’ambasciatore francese in Israele Patrick Maisonnave in quello che è stato definito un «confronto aspro». A darne notizia ai giornalisti è stato il portavoce del dicastero Emmanuel Nahshon.

«Confronto aspro» tra Tel Aviv e l’ambasciatore francese in Israele

Nel corso del colloquio Israele ha ribadito la sua netta contrarietà – già espressa dal premier Benyamin Netanyahu – alla proposta francese. «Israele – ha spiegato Nahshon illustrando quanto detto a Maissonave – si oppone ad ogni mossa che non sia coordinata e avanzata senza la sua partecipazione in temi che riguardano i suoi vitali interessi». Neppure il felpato linguaggio della diplomazia è riuscito a mitigare la fortissima irritazione delle autorità di Tel Aviv verso la Francia. Il cui ambasciatore – sempre secondo Nahshon – avrebbe obiettato che il suo Paese sta passando in rassegna idee su quello che ha definito «uno stallo continuo nel processo di pace».

Anche Kerry boccia la Francia: «Non servono osservatori internazionali»

La proposta francese ha ricevuto una netta bocciatura anche dagli Stati Uniti d’America. Lo ha detto a chiare lettere da Madrid il segretario di Stato Usa, John Kerry. Il capo della diplomazia americana, che vedrà nei prossimi giorni il premier israeliano Benyamin Netanyahu e il presidente palestinese Abu Mazen, ha precisato che Washington non prende in considerazione alcun cambiamento dello statu quo di Gerusalemme e che anche Israele non lo prevede.«Non ricerchiamo alcuna modifica, e neppure che venga gente da fuori», ha aggiunto Kerry, che ha poi precisato che neanche la Giordania, garante dello status quo dei luoghi sacri di Gerusalemme, è favorevole ad una presenza internazionale.