Legittima difesa, il 73% degli italiani sta col pensionato. E la Procura frena

No all’accusa di omicidio volontario per Francesco Sicignano, il pensionato di Vaprio d’Adda che ha ucciso con un colpo di pistola un ladro albanese di 22 anni che cercava di rubargli in casa. A pensare che l’accusa sia sbagliata è il 73% degli italiani, mentre – come emerge da un sondaggio Ixè per Agorà – solo il 21% la condivide e il 6% non sa esprimere un giudizio netto.

La Procura di Milano cerca di minimizzare

E, dopo giorni di polemiche, ora anche la procura di Milano cerca di gettare acqua sul fuoco. «Non è vero che la Procura è convinta dell’ipotesi di omicidio volontario, non c’è alcuna certezza», ha detto il procuratore aggiunto Alberto Nobili, aggiungendo che «ci sono delle incongruenze da verificare e l’iscrizione per omicidio volontario è a garanzia», perché – è stato detto – era l’unica che consentiva di effettuare alcuni accertamenti. Quello della procura è, dunque, un tentativo di «stemperare il clima che si è creato», come ha spiegato lo stesso Nobili, precisando anche che, se pure dovesse essere confermata l’ipotesi degli inquirenti secondo cui l’uomo avrebbe sparato sulle scale esterne dell’abitazione, andrà comunque valutato se si sia trattato di un omicidio volontario o di una legittima difesa.

«Garantire sempre la legittima difesa»

Proprio il tema di quando si possa riconoscere la legittima difesa è quello che maggiormente ha colpito l’opinione pubblica, scatenando un grande allarme sociale: la vicenda del pensionato di Vaprio, infatti, ha dato agli italiani l’impressione di essere due volte vittime, da un lato di qualunque male intenzionato e dall’altro di uno Stato che tende a mostrare più rigore con Abele che con Caino, per usare una metafora più volte richiamata in queste ore. «E basta con le indagini su chi si difende e fa bene a difendersi», ha ribadito Matteo Salvini nel corso della trasmissione Unomattina. «La legittima difesa va garantita sempre e comunque assieme alla costruzione di nuove carceri, altrimenti i delinquenti di tutto il mondo arrivano in Italia», ha aggiunto il leader del Carroccio, sottolineando che «con le leggi italiane oggi se sei condannato a un anno di galera ti fai al massimo 7 mesi. Occorre sancire il principio secondo cui se ti becchi dieci anni di galera, stai dieci anni, senza sconti. Servono pene certe per chi ruba».